Leone: «Cessi il fragore delle bombe»

Nuovo appello, al termine dell’Angelus domenicale: «Al clima di odio e paura si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi. Si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli»

Al termine dell’Angelus di ieri, 8 marzo, il Papa ha ricordato le notizie in arrivo dall’Iran e da tutto il Medio Oriente, «che destano profonda costernazione». Davanti ai fedeli in piazza San Pietro ha sottolineato che «agli episodi di violenza e devastazione, e al diffuso clima di odio e paura, si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi, e altri Paesi della regione, tra cui il caro Libano, possano sprofondare nuovamente nell’instabilità».

Al grido d’allarme, Leone ha fatto seguire un’esortazione: «Eleviamo la nostra umile preghiera al Signore, perché cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli. Affido questa supplica a Maria, Regina della Pace – ha concluso -. Interceda per coloro che soffrono a causa della guerra e accompagni i cuori lungo sentieri di riconciliazione e di speranza».

9 marzo 2026