Lockdown in Inghilterra, i vescovi: «Osserviamo i Regolamenti»

Il primate della Chiesa cattolica inglese Nichols e l’arcivescovo McMahon non nascondono i «profondi dubbi» ma esortano alla responsabilità

Approvato ieri, 4 novembre, dal Parlamento inglese il Regolamento che disciplina il lockdown, fino al 2 dicembre. Tra le norme, il divieto di riunirsi per il culto comune nelle chiese e in altri edifici religiosi. Le chiese possono comunque rimanere aperte ed essere utilizzate per attività diverse dal culto comunitario, inclusa la preghiera personale e il sostegno per i bisognosi. È inoltre concessa la celebrazione dei funerali.

«Nonostante i profondi dubbi, è importante che noi, come cittadini responsabili, osserviamo questi Regolamenti, che hanno forza di legge – scrivono in un comunicato il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster e primate della Chiesa cattolica inglese, e l’arcivescovo Malcolm McMahon -. Lo facciamo in solidarietà con tanti altri ai quali vengono imposte restrizioni che hanno un grave impatto sulle loro vite e mezzi di sussistenza».

Per i due arcivescovi, «è importante riconoscere che questi regolamenti non sono un attacco alla fede religiosa. Tuttavia, dimostrano una fondamentale mancanza di comprensione del contributo essenziale fornito dalle comunità di fede al benessere, alla resilienza e alla salute della nostra società – osservano -. In questo momento difficile, chiediamo che, come comunità cattolica, facciamo pieno uso delle nostre chiese come luoghi di preghiera individuale e fonti di conforto e aiuto». Il primate invita poi i fedeli cattolici di tutto il Paese ad unirsi in preghiera ogni giorno alle 18 e annuncia che la  veglia di Cristo Re (21 novembre) sarà giorno di preghiera per la fine di questa pandemia.

5 novembre 2020