Marmolada: salgono a 7 i morti. Si cercano 13 dispersi

Individuati dai droni alcuni indumenti ma poche le speranze di trovarli vivi. Il Consiglio permanente Cei: «Solidarietà e vicinanza si uniscono all’appello perché tutti facciano la propria parte per proteggere la Casa comune». Il premier Draghi: «Dramma che non si deve ripetere»

Sono riprese stamattina, 5 luglio, le ricerche dei dispersi nella frana di domenica scorsa sul ghiacciaio della Marmolada: quattro i droni impiegati, due nella parte alta e due in quella medio bassa del serracco precipitato. Secondo quanto riferito dalle squadre del Soccorso alpino impiegate sul posto, il monitoraggio prosegue negli stessi punti esaminati ieri dal volo dei droni in superficie; in caso di reperti si interverrà per i rilievi fotografici ed eventualmente poi per un veloce prelievo. Sale a 7 intanto la conta delle vittime; 8 i feriti, due dei quali in gravi condizioni. Si cercano ancora 13 dispersi, fra i quali 3 stranieri. A questi vanno aggiunti gli occupanti di quattro automobili presenti al campo base, a passo Fedaia, tutte straniere: una tedesca, due della Repubblica ceca e una ungherese. Si sono fatti vivi invece, nella seconda giornata di ricerche, 5 escursionisti inizialmente contati tra i dispersi.

Fausto Zambelli, assistente di volo del nucleo elicotteri della Provincia di Trento, ha riferito ai giornalisti che sono stati individuati questa mattina, nel corso delle ispezioni con i droni nella zona del disastro, alcuni indumenti, non si sa se riconducibili alle vittime di domenica 3 luglio o antecedenti. «Si vedrà ora se e come recuperarli – ha detto – e se questo significhi che vi sono delle vittime o se appartengono a escursioni storiche precedenti». In ogni caso, sono poche le speranze di ritrovare ancora vivi quanti mancano all’appello. Gli stessi soccorritori – costretti ieri dal maltempo a interrompere per alcune ore le ricerche – si muovono con estrema cautela, su una superficie insidiosa e a rischio di ulteriori movimenti e crolli. E con il passare delle ore, si fa più complicato anche il recupero di reperti e corpi. Dopo le sei vittime scoperte domenica, solo una è stata trovata ieri, 4 luglio, e sarà sempre più difficile, almeno per quanto riguarda la parte più alta della via su cui è arrivata la frana. Alcuni dispersi potrebbero essere precipitati nei crepacci lungo la via “normale”. Più semplice invece dovrebbe essere il recupero delle vittime della parte inferiore, tra ghiaccio e detriti. Nel frattempo, un’altra allerta è scattata in Val Ferret: il rischio di crolli riguarda il ghiacciaio di Planpincieux, sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco, a causa del temporale previsto in serata. L’allerta è per una porzione di ghiacciaio di circa 400mila metri cubi, che si muove fino a un metro al giorno.

Riuniti questa mattina in videoconferenza per una sessione straordinaria del Consiglio episcopale permanente, i vescovi della Cei esprimono «partecipazione al dolore di quanti sono stati colpiti dal crollo sul ghiacciaio della Marmolada», assicurando «preghiere di suffragio per le vittime, affidandole all’abbraccio misericordioso del Padre». In un post Facebook, si legge che «la solidarietà e la vicinanza si uniscono all’appello perché tutti facciano la propria parte per proteggere la Casa comune, perseguendo uno sviluppo sostenibile e integrale». Un pensiero che ricalca quello affidato da Papa Francesco a Twitter: insieme alla preghiera per le vittime e per le loro famiglie, l’appello e il monito perché si intraprendono, con urgenza, nuove vie che mettano al centro le persone e il pianeta. «Le tragedie che stiamo vivendo con il cambiamento climatico – scrive il pontefice – ci devono spingere a cercare urgentemente nuove vie rispettose delle persone e della natura».

Ai piedi della Marmolada ieri, 4 luglio, è arrivato anche il premier Mario Draghi, che ha tenuto un vertice con amministratori e tecnici e ha incontrato alcuni familiari delle vittime e dei dispersi. «Oggi l’Italia piange queste vittime – ha detto – e tutti gli italiani si stringono con affetto». Il presidente del Consiglio ha parlato di un dramma che «certamente ha delle imprevedibilità, ma certamente dipende dal deterioramento dell’ambiente e dalla situazione climatica. Il governo – ha continuato – deve riflettere su quanto accaduto e prendere provvedimenti perché abbia una bassissima probabilità di succedere di nuovo e anzi venga evitato. Bisogna prendere dei provvedimenti affinché quanto accaduto sulla Marmolada non accada più in Italia».

5 luglio 2022