Omaggi di luce “Ai nati oggi”

Inaugurata in piazza del Popolo l'installazione di Alberto Garutti, realizzata dal Maxxi in collaborazione col Gemelli: per ogni nuovo nato, la piazza si illumina più intensamente. Il sindaco Raggi: «Idea preziosa e poetica»

Una variazione di luce che sospende il flusso ordinario della vita cittadina per omaggiare con delicatezza l’unicità di ogni nuova nascita. Questo prevede “Ai nati oggi”, l’opera di arte pubblica ideata da Alberto Garutti, artista e docente alla facoltà di Design e arte del Politecnico di Milano, installata in piazza del Popolo e inaugurata ieri sera, 2 luglio. Il progetto – che sarà attivo fino al 1° dicembre – collega i lampioni con il reparto di maternità del Policlinico Gemelli: tramite un pulsante premuto in reparto in occasione di ogni nuova nascita, il sistema di illuminazione aumenta gradualmente l’intensità luminosa della piazza, per poi tornare alla media costante dopo circa trenta secondi. Ieri sera i lampioni hanno brillato intensamente ben 7 volte perché nell’arco della giornata sono stati altrettanti i bimbi nati, tra cui due gemellini, Caterina e Lorenzo, partoriti proprio in serata. Il loro papà, collegato in diretta, ha pigiato due volte sul tasto che ha azionato l’impianto, suscitando lo stupore dei tanti presenti.

Realizzata dal Maxxi, il Museo nazionale delle Artidel XXI secolo, in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e il supporto di Acea e Areti, l’opera è stata promossa da Roma Capitale. «La nostra città si arricchisce di un’idea artistica preziosa e poetica, un’opera dedicata alla nascita, che dunque parla di speranza e di novità e lo fa attraverso la luce – ha detto nel suo saluto il sindaco Virginia Raggi -. Questa installazione ha un alto valore simbolico oltre che artistico ma soprattutto sociale e di condivisione, perché tutti potranno accogliere e celebrare uno dei momenti più belli e attesi, in una delle piazze più amate e frequentate da turisti e romani».

Soddisfatto dell’iniziativa si è detto anche Giovanni Raimondi, presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs: «Con convinzione uniamo il nostro nome a un progetto d’arte internazionale che celebra la vita nel cuore della città di Roma – ha affermato -. La tutela della vita nascente è nella missione fondativa del Gemelli, impegnato ad assicurare a tutte le donne in gravidanza e alle coppie la migliore assistenza in un momento straordinario qual è la nascita di un figlio». Lo dimostrano i numeri: ogni anno sono oltre 4mila i bambini che vengono alla luce nel Policlinico universitario. Più di 11 al giorno.

Da parte sua, Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi, ha evidenziato come «in un momento di paura, indifferenza e violenza, questo progetto è un meraviglioso benvenuto alla vita, un gesto di accoglienza, un abbraccio all’esistenza preziosa di ognuno, di ogni essere umano, senza identificazione di nazionalità, etnia, religione. Un inno alla delicatezza e alla sacralità dell’umano». Prima dell’inaugurazione in piazza del Popolo, al Maxxi ha avuto luogo un talk che ha visto in dialogo Alberto Garutti con Hou Hanru e Monia Trombetta, rispettivamente direttore artistico e curatrice del Museo di via Guido Reni. Ad aprire il confronto, il vicesindaco di Roma Capitale Luca Bergamo. «Mi affascina la ricchezza concettuale di quest’opera d’arte pubblica che trasforma lo spazio – ha affermato -, fondendo insieme arte e costruzione di capitale sociale».

Alberto Garutti ha spiegato invece che «”Ai nati oggi” è un’opera che si relaziona con la città a differenti scale, che è visibile e non visibile e produce una sorta di urbanistica narrativa. Quando penso a questo lavoro, immagino sempre una mappa della città fisica che pulsa e una mappa della città mentale che ogni passante produce. L’immagine che racconto è in fondo una natività, un tema classico della pittura». Ancora, l’artista ha sottolineato: «Mi piace che l’opera esca dal museo e appartenga alla cittadinanza: l’obiettivo è quello di relazionarmi con il territorio per creare un dialogo a distanza su un tema che coinvolge e tocca tutti». In questo senso, ha aggiunto, «è importante spiegare tramite le lastre a terra che fungono da didascalia all’opera il senso profondo che credo possa arrivare a tutti, perché la nascita ha un carattere universale».

3 luglio 2019