Palmieri: «Per De Donatis il dono del discernimento»

Don Gianpiero, parroco a San Gregorio Magno e per tanti anni collaboratore di don Angelo: «Favorirà una pastorale giovanile rinnovata ed entusiasta»

Don Gianpiero, parroco a San Gregorio Magno e per tanti anni collaboratore di De Donatis: «Favorirà una pastorale giovanile rinnovata ed entusiasta» 

«È davvero un pastore, una persona che ha ricevuto dal Signore la chiamata ad essere punto di riferimento e guida della comunità cristiana e per i singoli fedeli». Così don Gianpiero Palmieri, parroco a San Gregorio Magno, e collaboratore di Angelo De Donatis per tanti anni nel Servizio per la formazione permanente del clero, descrive il nuovo vicario del Papa per la diocesi di Roma. Per don Gianpiero tratto distintivo dell’arcivescovo è «la grande capacità di discernimento e la profonda conoscenza della presenza e dell’azione dello Spirito nel cuore delle persone e nella vita della Chiesa, azione che incoraggia e promuove».

Per tanti anni don Angelo è stato direttore spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore e padre spirituale di tanti sacerdoti e laici di Roma. «Credo che la sua capacità di discernere e accompagnare le persone è la qualità che più ha colpito la gente che lo conosce e forse anche Papa Francesco». Se a tutti è nota la capacità di discernimento del nuovo vicario, in pochi conoscono la sua forza. «È capace di essere un punto di riferimento forte nel senso dell’autorevolezza e non dell’autoritarismo» spiega il parroco di San Gregorio Magno.

Da tanti anni don Gianpiero e l’arcivescovo lavorano insieme alla formazione permanente del clero «pensata in termini di accompagnamento personale. L’intento è stato quello di favorire i processi in cui le persone vengono accompagnate a mettersi davanti al Signore e aiutate a maturare attraverso il contatto continuo con Lui» spiega il sacerdote. Per quel che concerne il futuro lavoro che attende il vicario, don Gianpiero pensa che l’arcivescovo De Donatis favorirà una pastorale giovanile rinnovata ed entusiasta «che permetterà alle vocazioni, distribuite dal Signore, di emergere».

«Inoltre penso che don Angelo lavorerà molto anche nell’accompagnamento personale dei seminaristi, per aiutare i futuri sacerdoti nella formazione. Tutti quelli che hanno conosciuto don Angelo hanno notato la profondità della sua vita spirituale – conclude -. Mi aspetto che ci aiuti, come ci invita Papa Francesco, ad essere sempre più purificati da ogni forma di mondanità spirituale e di formalismo a favore di una vita spirituale autentica».

26 maggio 2017