Renga fa tappa a “Luglio suona bene”

Con l’album “Tempo reale” il successo continua dal marzo 2014. Il cantautore sarà nella Capitale il 27 giugno con il suo “extra tour”

Con l’album “Tempo reale” il successo continua dal marzo 2014. Il cantautore sarà nella Capitale il 27 giugno con il suo “extra tour”

“Luglio suona bene” e anche in anticipo all’Auditorium Parco della Musica, con il ritorno di uno degli artisti italiani più amati, Francesco Renga, che il prossimo 27 giugno si esibirà con un nuovo spettacolo pensato appositamente per il prestigioso spazio aperto della cavea, tra i primi dell’ormai tradizionale rassegna estiva.

Per il cantautore 47enne, si tratta di una tappa del suo “extra tour” estivo, dopo aver conquistato oltre quaranta teatri italiani a colpi di sold out nei mesi scorsi, con tanto di evento all’Arena di Verona lo scorso maggio, con la partecipazione straordinaria di Alessandra Amoroso, Elisa e Fiorella Mannoia.

Merito dell’album “Tempo reale”, uscito nel marzo 2014 ma che sforna ancora ottimi singoli, disco tra i più venduti degli ultimi tempi (e queste sono sempre buone notizie, sia per la discografia che per la legalità), con diverse canzoni considerate già successi, come il singolo di platino “Vivendo adesso”, scritto da Elisa, con cui ha partecipato allo scorso Festival di Sanremo, la hit “Il mio giorno più bello nel mondo”, “A un isolato da te” (oro) e l’emozionante “L’amore altrove” in duetto con Alessandra Amoroso, oltre a cinque brani unplugged e un duetto con Kekko Silvestre dei Modá in “Almeno un po’”.

Un ultimo anno impegnativo nel corso del quale Renga si è ritrovato anche nei panni di giudice del talent di Maria De Filippi Amici, “un’esperienza straordinaria”, come ci racconta in questa intervista.

Il successo del tuo ultimo album è un caso raro della discografia odierna. A parte la soddisfazione personale, come te lo spieghi?

Purtroppo, già da qualche anno, si fa fatica a vendere dischi, ormai è un dato di fatto. Ma si fa fatica in qualsiasi ambito, il Paese è allo stremo, e il lavoro che faccio io, nel campo “ludico” è tra i più penalizzati perché è la prima cosa a cui la crisi fa rinunciare. Il successo del disco è frutto del lavoro di molte persone che ci stanno dietro, a cominciare dalla Sony, la mia casa discografica, i musicisti e tute le persone che hanno lavorato con me. Quando una cosa arriva così tanto a chi poi ne decreta la riuscita, il merito va condiviso. Il recente concerto all’Arena di Verona, è stato molto emozionante, non solo un obiettivo raggiunto, ma un sogno realizzato, un modo per ringraziare tutti, a cominciare dal pubblico, che è la benzina di questo successo.

Come ti prepari a questa estate di lavoro?

Come sempre! Sono abituato a lavorare d’estate. Questa in particolare è il cappello di questo progetto “Tempo reale”. Saranno le ultime 23 date, fino a settembre, con la chiusura il 3 nella mia città, a Brescia. I concerti sono sempre un modo per trovare energia ed entusiasmo per i prossimi lavori. Non mi sono mai fermato, sto lavorando già al prossimo disco.

Che rapporto hai con il tempo?

Sono per aria. Tempo reale è un ossimoro per me, un concetto astratto. Vivo la realtà attraverso le cose che mi succedono davanti, ma riesco ad accorgermi del tempo che passa attraverso i miei figli, Jolanda, che ormai ha 12 anni e Leonardo, di 9. Li vedo crescere e mi aiuta a rendere concreto il tempo che vivo.

Riesci a passare del tempo in famiglia?

Grazie a Dio sì, il mio lavoro mi dà la possibilità di scegliere, sembra un paradosso. Quando non ci sono io c’è Ambra (Angiolini, la sua compagna da oltre 10 anni), e il mio tempo a casa è dedicato a loro, non è che me ne vado in giro e torno la sera. É vero, spesso sono fuori per lavoro, ma ho una buona abitudine pregressa per cui ogni volta che posso, anche quando sono impegnato in una data a 400km di distanza, torno a casa e non è mai un sacrificio per me.

Com’è stata l’esperienza di giudice ad Amici?

Sorprendete, per certi versi, una cosa che ho anche cercato perché sono sempre stato coinvolto nei talent, ma senza metterci troppo il naso. Grazie a Maria De Filippi e alla presenza di Elisa ed Emma che mi hanno convinto, è stata un’esperienza molto costruttiva. Non condivido l’atteggiamento di chi snobba i talent. Certo, per chi arriva da un percorso come il mio, è faticoso accettare di partire dalla tv e non di usarla come strumento per promuovere il proprio lavoro, ma bisogna accettare il fatto che i talent hanno cambiato in poco tempo il sistema discografico e che il campo da gioco per gli artisti è cambiato. L’esperienza mi ha fatto capire come è cambiato il modo dei ragazzi di approcciarsi a questo lavoro. Se oggi avessi 20 anni andrei di sicuro a un talent!

Torni all’Auditorium, stavolta sotto le stelle…

Ho aderenze molto specifiche a Roma, Ambra è romana e abbiamo dei parenti nella capitale. Roma è meravigliosa, è l’emblema per un artista, uno dei posti più difficili da conquistare, che ti permette di farti conoscere ovunque. Anche qui sono riuscito a ritagliarmi una discreta fetta di pubblico, e mi diverto molto ai concerti. In questo tour mi racconto attraverso vari passaggi e anni di lavoro. Ho 7 album all’attivo, tanti singoli che vanno fatti, che il pubblico chiede, quindi la scaletta è molto variegata. La cosa bella è il rapporto che man mano si è intensificato con il pubblico, ancor più in questo anno così intenso.

 

12 giugno 2015