Roma città moderna. Da Nathan al ’68

La Galleria d’arte moderna offre un omaggio alla Capitale esponendo oltre 180 tra dipinti, sculture, opere di grafica e fotografia. Al centro, l’eredità culturale della Città Eterna

La Galleria nazionale d’arte moderna offre un omaggio a Roma con una mostra di oltre 180 tra dipinti, sculture, opere di grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo. Il titolo non deve essere ingannevole: la mostra è un racconto per immagini che evocano atmosfere e contesti culturali della Città Eterna, rivelatori della sua natura intrinsecamente aperta alle sollecitazioni e sperimentazioni di artisti che, a vario titolo e nel tempo, in essa hanno trovato ispirazione, accoglienza e comprensione e di cui hanno esaltato le sorprendenti capacità di essere perno della cultura nazionale, al pari delle città europee, talvolta persino anticipando temi e stili. Dunque, non vedute o scorci della città, palazzi monumentali o scavi archeologici, che da sempre affascinano i turisti di tutto il mondo, ma atmosfere legate a grandi trasformazioni culturali accanto a un recupero dell’antico e della tradizione, diversamente declinati,

La lettura ideale dell’eredità culturale di Roma è circoscritta all’arco temporale compreso tra i primi anni del 900, con il sindaco (dal 1907 al 1913) Ernesto Nathan, passando per la grande guerra, fino alla rivoluzione artistica culturale, comunemente denominata con l’indicazione dell’anno in cui si manifesta in maniera più dirompente, e cioè il ’68. Il percorso, distribuito sui tre piani della Galleria, ripercorre quel vivace fermento culturale in cui cominciano a diversificarsi i luoghi d’arte e cultura, quando alle sedi accademiche si preferirono quelle meno istituzionali dei caffè, dei salotti borghesi e degli studi degli artisti, osservando il proliferare negli anni ‘40 delle gallerie d’arte, spesso d’avanguardia, la “distruzione e ricostruzione” del centro della città e il dissennato sviluppo delle periferie, fino alle aperture, verso gli anni ’60, ad un’altra Roma: una Roma oltre la città stessa, sempre più tesa verso la dilatazione dei suoi confini a livello internazionale.

Dalle opere quasi fotografiche di Balla a quelle degli artisti della cosiddetta scuola romana, da Guttuso a Rotella, per citare alcuni artisti, la vivacità culturale di Roma è dunque la protagonista della rassegna. Grazie alla collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, a completamento della mostra è stata dedicata poi una specifica sezione riservata alla presentazione di film degli anni’60, realizzati dai maggiori artisti che hanno lavorato a Roma, reinventando il linguaggio cinematografico a fini artistici: Franco Angeli, Gianfranco Baruchello, Mario Schifano e Luca Maria Patella.

ROMA CITTÀ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto c/o Galleria d’Arte Moderna via Francesco Crispi, 24. Fino al 28 ottobre 2018. Curatori: C. Crescentini, F. Pirani, G. Raimondi e Daniela Vasta. Orari: da martedì a domenica ore 10 – 18.30.  L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura.  Biglietti: € 7,50 intero e € 6,50 ridotto, per i non residenti; € 6,50 intero e di € 5,50 ridotto, per i residenti. Informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9 – 19)

12 luglio 2018