Roma deserta, parchi chiusi, flashmob sui balconi

Prima domenica “blindata”. Controlli rafforzati su chi cammina a piedi. Canzoni, applausi e torce accese dalle abitazioni. Stop alle 21 per il trasporto pubblico

Prima domenica per una Roma deserta, con immagini insolite a cominciare dai luoghi turistici, peraltro già abbandonati dai visitatori nei giorni precedenti. Parchi chiusi, come le ville dotate di recinzione, per impedire l’accesso di runner e altri desiderosi di una boccata d’aria nel verde, mentre c’è chi dirotta la sua voglia di correre verso le piste ciclabili e i marciapiedi. Stop al trasporto pubblico alle 21. Chiuso l’aeroporto di Ciampino mentre quello di Fiumicino ha ridotto la sua operatività. Ridotto anche il numero di treni a lunga percorrenza in arrivo e partenza da Roma Termini.

La Roma al tempo del coronavirus mostra così il suo volto. File ordinate di persone – secondo la distanza prevista di un metro – con la mascherina a supermercati, negozi e farmacie; controlli delle forze dell’ordine a chi si muove in automobile o a chi cammina per verificare i motivi dell’uscita e l’autocertificazione richiesta dai provvedimenti del governo. Controlli rafforzati, anzi, per accertarsi che le persone si rechino ai negozi e supermercati più vicini alla propria abitazione. Visto che fioccano le segnalazioni di persone a passeggio in vari luoghi della città, tanto da spingere il sindaco di Roma a un nuovo appello a rimanere a casa. Per la prima volta, Messe senza la presenza di fedeli, con le chiese parrocchiali aperte per alcune ore a dare un segno della testimonianza di una Chiesa che non abbandona i suoi figli, e il suono delle campane che in questi giorni ha un sapore particolare.

Alle 18, da venerdì scorso, c’è l’appuntamento sui balconi delle case per condividere un canto e un applauso. Bambini, famiglie, anziani. Primo giorno con l’inno nazionale, e c’è chi espone la bandiera tricolore, il sabato sulle note di “Azzurro” di Paolo Conte portato al successo da Adriano Celentano, la domenica con “Ma il cielo è sempre più blu”, il celebre brano di Rino Gaetano. E oggi si continua, grazie alla catena di messaggi Whatsapp che propongono un repertorio di brani famosi da cantare in coro fino a domenica prossima, e forse fino alla fine dell’emergenza sanitaria.

Chi esce sul balcone con cellulari e tablet, chi con altoparlanti o perfino con la chitarra, qualcuno sale sul terrazzo dei palazzi e lancia la musica da amplificatori. La fantasia non ha freni. Un applauso liberatorio conclude. E l’applauso arriva anche a mezzogiorno per gli operatori sanitari, per le forze dell’ordine, per i volontari che assistono e si prendono cura dei malati e vivono in prima linea la lotta al virus.

Alle 21, da due giorni, le torce accese sui balconi, dalle lampadine alle luci dei telefonini, per ritrovare quel senso di comunità che sembra smarrito a causa dell’isolamento forzato. Accompagnato, in qualche quartiere, da urla  e suoni di tromba. Uniti per un segno di speranza. Tutto andrà bene, ripetono in tanti. Come lo slogan che da giorni dilaga in tutto il Paese. È anche così che Roma l’esibizione cerca di scacciare l’inevitabile paura di un picco dei contagi che forse non è ancora arrivato.

16 marzo 2020