Santi Aquila e Priscilla, un emporio per i poveri

Verso il varo della struttura con Caritas e le dieci parrocchie della prefettura, al servizio del territorio L’impegno per il dialogo con la vicina comunità ebraica del Tempio Scolanova

Fu Papa Giovanni Paolo II a presiedere, il 15 novembre 1992, il rito di consacrazione della chiesa dedicata ai Santi Aquila e Priscilla, i due coniugi giudei convertiti al cristianesimo e divenuti fedeli collaboratori di san Paolo. Per celebrarne il 25° anniversario la comunità parrocchiale del quartiere Portuense ha vissuto una settimana densa di eventi culminata sabato 18 novembre sera con la Messa celebrata dal vicario del Papa Angelo De Donatis. Molto partecipata la processione guidata giovedì tra le vie del quartiere dall’arcivescovo Filippo Iannone: ha ripercorso i luoghi simbolo che per lunghi anni hanno accolto i fedeli in locali provvisori.

La parrocchia di via Pietro Blaserna abbraccia una comunità di 23mila abitanti ed è frequentata da tanti giovani e giovanissimi. Oltre al gruppo scout Agesci Roma 135, sono 140 i bambini iscritti al primo e secondo anno di catechismo in preparazione alla prima comunione, 50 gli adolescenti iscritti al primo anno di cresima, altri 30 i ragazzi che partecipano ai gruppi giovanili e al post-cresima. Uno dei desideri del parroco, don Santino Giuseppe Quaranta, insediatosi a Santi Aquila e Priscilla solo due anni fa, è quello di aprire un oratorio. «Sono originario di Bergamo e sono cresciuto in oratorio – spiega -. Spero di riuscire presto a crearne uno simile a quello che ha segnato la mia adolescenza. Sto incontrando le famiglie che potrebbero garantire la loro presenza e che sarebbero disponibili a collaborare per l’animazione».

La parrocchia da qualche anno ha stretto un legame di stima e amicizia con la vicina comunità ebraica che si riunisce al Tempio Scolanova Beth Shalom. Ogni settimana ospita nei suoi locali gli undici musicisti componenti dell’Orchestra Popolare Romana, specializzata in musiche della tradizione ebraica, per le prove. Almeno una volta all’anno le due comunità s’incontrano per dare via ad attività comuni. «Abbiamo ottimi rapporti – afferma don Santino -. Ci incontriamo per esempio il 27 gennaio per celebrare insieme la Giornata della memoria e lo scorso anno ho anche accompagnato i ragazzi in visita nella Sinagoga».

I volontari della Caritas parrocchiale e del centro di ascolto assistono circa quaranta famiglie alle quali settimanalmente vengono consegnati pacchi con generi alimentari. «Alcuni li sosteniamo anche con aiuti più concreti – prosegue don Santino -. Quando è possibile, per esempio, interveniamo per il pagamento delle utenze». A breve sarà inaugurato l’emporio della solidarietà in collaborazione con la Caritas diocesana e le dieci parrocchie della XXIX prefettura. «L’apertura dell’emporio ci consentirà di sviluppare nuovi progetti di sostegno sociale, familiare e, in alcuni casi anche lavorativo – spiega Almerindo Patriarca, uno dei dieci volontari Caritas che da otto anni si occupa delle famiglie indigenti del quartiere -. Il nostro scopo è di accompagnare queste persone evitando che si sentano sole in un periodo di difficoltà che si spera essere temporaneo».

20 novembre 2017