Save the Children: la povertà educativa e la risposta dei Punti Luce
Riunito a Roma il coordinamento nazionale, per fare il punto su 10 anni di lavoro. Fatarella: «Il futuro dei più giovani sia al centro di politiche e scelte economiche»
In Italia sono 1,29 milioni i minori in povertà assoluta, vale a dire il 13,8% del totale. Il valore più alto dal 2014, quando Save the Children ha lanciato l’allarme sulla povertà educativa, impegnandosi a contrastarla con l’apertura dei Punti Luce, spazi ad alta intensità educativa che sorgono in quartieri svantaggiati e privi di servizi, che offrono gratuitamente ai bambini, alle bambine e agli adolescenti maggiori opportunità educative.
In questi anni l’organizzazione ha dato vita a 26 Punti Luce in 15 regioni. I referenti sono riuniti da ieri, 28 novembre, a Roma per il Coordinamento nazionale dei Punti Luce: una due giorni nella sede romana dell’organizzazione, nei quali mettere a tema – con il contributo di partner, rappresentanti delle istituzioni ed esperti – le buone pratiche per il contrasto della povertà educativa in Italia, le sfide e le opportunità dell’educazione non formale, il benessere e lo sviluppo psicosociale degli adolescenti e il ruolo delle doti educative. Nelle giornate successive (30 novembre e 1° dicembre), ragazze e ragazzi dei Punti Luce si confronteranno su prospettive, sviluppi e aspettative future. Al centro degli incontri, l’esperienza dei Punti luce di Save the Children con il Manifesto dedicato, che raccoglie l’esperienza di dieci anni di lavoro e propone un’azione sistemica di contrasto alla povertà educativa affinché i bambini e gli adolescenti in Italia possano sviluppare i propri talenti e inseguire i propri sogni.
Sono proprio loro infatti i più colpiti dalla povertà nel nostro Paese. Secondo una ricerca condotta dall’organizzazione, più di un adolescente tra i 15 e i 16 anni su quattro in difficoltà economiche (28,1%) afferma che non concluderà la scuola e andrà a lavorare, a fronte dell’8,9% dei coetanei più abbienti. «La povertà che colpisce bambine, bambini e adolescenti in Italia è una grave ingiustizia – rimarcano da Save the Children -: incide sui loro percorsi educativi e di crescita, mettendo a rischio le loro opportunità e penalizzando le aspettative per il futuro».
Negli ultimi 10 anni, i Puti Luce hanno accompagnato circa 60mila bambini, bambine e adolescenti in Italia nel loro percorso di crescita, dando la possibilità di sperimentare esperienze didattiche e di crescita, grazie anche a più di 6.625 doti educative individuali e, a partire dalla pandemia, anche circa 2.661 sostegni materiali. In concreto, attraverso le attività e le diverse iniziative si cerca di superare gli ostacoli sociali, delineando nuovi percorsi e destini, a partire dalla valorizzazione delle potenzialità individuali, promuovendo opportunità educative e formative nuove. A renderlo possibile, il lavoro svolto da equipe multidisciplinari di Save the Children e dei suoi partner, che insiste principalmente sulla percezione del valore che bambini, bambine e adolescenti hanno di sé e sulla loro capacità di immaginare e costruire il proprio futuro. Un’esperienza programmatica che è alla base di “Illuminiamo il Futuro. Indicazioni per il contrasto della povertà educativa. L’esperienza di 10 anni dei Punti Luce”, un Manifesto in 6 punti, realizzato in collaborazione con i partner sul territorio, che individua i principi cardine che devono guidare il contrasto alla povertà educativa e alle diseguaglianze che questa porta nella vita di bambini, bambine e adolescenti.
La direttrice generale di Save the Children Daniela Fatarella mette l’accento sugli «ancora ampi divari territoriali» e sulle «disuguaglianze economiche» tra Nord e Sud che si registrano ancora in Italia. «Dietro i numeri – osserva – ci sono ragazzi e ragazze che non hanno la possibilità di far fiorire i propri talenti e costruire le proprie aspirazioni, in un Paese che non investe a sufficienza sulla loro crescita e sulla riduzione delle disuguaglianze. La povertà educativa è un’emergenza che va affrontata con tutti gli strumenti a disposizione. Come Save the Children – ricorda – abbiamo iniziato dieci anni fa con i Punti Luce, un progetto ambizioso che ha l’obiettivo di contrastare la povertà educativa e che ci ha consentito, anche grazie alla nostra rete di partner territoriali, di osservare i volti, ascoltare le esperienze, i desideri e le aspirazioni di bambini, bambine e adolescenti e accompagnarli in questo percorso». Fatarella non ha dubbi: «Da qui bisogna continuare per portare il futuro dei più giovani al centro delle politiche e delle scelte economiche del Paese, con la consapevolezza che è l’investimento più importante per lo sviluppo».
Presente all’incontro anche la vice ministro del Lavoro e delle politiche sociali Maria Teresa Bellucci, che ha assicurato che «il benessere dei minori e la loro crescita, soprattutto dei più fragili, è un tema particolarmente sentito dal governo. Per questo – ha riferito – abbiamo investito importanti risorse, 300 milioni di euro, in progetti per il contrasto alla povertà educativa in Italia, attraverso la realizzazione delle prime 60 comunità giovanili gratuite per giovani dagli 11 ai 18 anni e intervenendo nelle 15 aree italiane a più alta vulnerabilità sociale». Da Bellucci anche parole di ringraziamento a Save the Children «per la preziosa attività che porta avanti da anni e con grande disponibilità al fianco delle istituzioni, nel solco di quella fattiva alleanza che come governo e, personalmente, come vice ministro, ci stiamo impegnando a promuovere dal primo giorno di mandato».
29 novembre 2024

