23 bambini uccisi in un attacco al campo profughi di Ituri
L’allarme relativo alla Repubblica democratica del Congo arriva da Save the Children: almeno 46 i civili uccisi. La richiesta di sbloccare fondi per aiutare i sopravvissuti
Sono almeno 46 i civili uccisi in un attacco avvenuto nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 giugno in un campo per sfollati nella provincia di Ituri, nel nord est della Repubblica democratica del Congo. Almeno la metà erano bambini. Ne dà notizia Save the Children, presente nella zona dal 1998 con una serie di programmi salvavita, interventi di nutrizione, igiene e protezione dell’infanzia. L’organizzazione gestisce anche l’assistenza sanitaria di base attraverso cliniche mobili e un approccio sanitario avanzato per gli sfollati di Lala, dopo l’ultimo attacco al sito nel gennaio 2023.
«Siamo sconvolti e devastati dall’attacco insensato a un campo di sfollati che ha causato la morte di almeno 23 bambini – ha dichiarato Cecilia Thiam, direttrice della risposta umanitaria di Save the Children nel Paese -. I sopravvissuti hanno riferito di aver visto corpi sparsi per il campo. I bambini sopravvissuti, che sono fuggiti terrorizzati nel cuore della notte, avranno visto cose che nessun bambino dovrebbe mai vedere. Alcuni potrebbero aver assistito all’uccisione di genitori, amici e coetanei». L’incidente, rileva ancora Thiam, «ci ricorda che i bambini continuano a sopportare il peso del conflitto nel nord-est della RdC, con orribili violazioni commesse contro di loro. Vengono uccisi, aggrediti sessualmente, rapiti e reclutati con la forza dai gruppi armati. Per i bambini che hanno assistito o sono stati feriti in questo episodio – aggiunge -, la sofferenza potrebbe durare anni. Tutte le parti in conflitto devono garantire che i bambini non siano mai un bersaglio delle violenze e gli autori di queste brutalità devono essere chiamati a risponderne e consegnati alla giustizia. L’impunità per le violazioni dei diritti dei minori alimenta la convinzione che questi crimini siano accettabili e può creare cicli di violenza».
In questo contesto, dato che «il numero di persone ferite e di bambini separati a causa di questi attacchi continua a crescere, Save the Children chiede ai donatori di sbloccare immediatamente ulteriori fondi per aiutare i sopravvissuti con cure mediche urgenti, il necessario per prepararsi il cibo per coloro i cui rifugi sono stati bruciati, e sostegno per le attività di rintracciamento e ricongiungimento familiare per i bambini che, nel caos, sono stati separati dai loro caregiver», conclude la direttrice della risposta umanitaria. Al momento, sono oltre 26,4 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese – vale a dire una su 4 -; tra queste, 14,2 milioni sono bambini. Sono loro a pagare «il prezzo più alto» di un conflitto che imperversa in alcune zone del Paese da quasi tre decenni.
13 giugno 2023

