Bagnasco ai parlamentari: «Camminare insieme per il bene del Paese»
A Santa Maria sopra Minerva la Messa prenatalizia con il presidente della Cei. Il ricordo dei «fatti tragici che hanno insanguinato Germania e Turchia»
A Santa Maria sopra Minerva la Messa prenatalizia con il presidente della Cei. Il ricordo dei «fatti tragici che hanno insanguinato Germania e Turchia»
È iniziata con il ricordo dei «fatti tragici cha hanno insanguinato Germania e Turchia, suscitando in tutti indignazione e sgomento», la celebrazione prenatalizia presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco ieri sera, 20 dicembre, nella basilica di Santa Maria sopra Minerva per i parlamentari. Tra i banchi anche i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso. Il Vangelo, ha evidenziato il presidente della Cei, è «strada della vera giustizia, giustizia che è scopo della politica». Oggi «viviamo in un clima di permanente distrazione, spesso mascherata da impegni gravi, responsabilità importanti. Respiriamo una cultura distraente che vuole farci vivere distratti». Lo scopo, ha continuato il porporato, «sembra quello di impedirci di pensare, di ascoltare le voci che salgono dalle profondità dell’anima, le domande radicali sul senso del nostro essere, dell’esistenza, della morte e dell’oltre».
L’ascolto delle «domande radicali» invece risveglia la coscienza «alla libertà» e permette di «accedere alla spiaggia della verità, delle cose come stanno e non come ci fanno credere che siano, o come noi stessi vorremmo illudendoci. L’uomo concreto – ha ricordato Bagnasco -, nonostante le conquiste della scienza e della tecnologia, è consapevole che non può farsi con le proprie mani, che la pienezza e il per sempre non sono opera sua ma vengono da altrove, dall’alto, come un dono». Proprio questo «dall’alto» si è rivelato e «ha preso il nome di Emanuele, Dio-con-noi. Egli è entrato nel tempo per aprirci l’eterno, nella finitezza per donarci l’infinito, nella umiltà per farci grandi, nella povertà per rivestirci della ricchezza di figli di Dio. Egli – le parole del cardinale – ci ha aperto il libro della vita, la strada dell’umanità vera, della felicità piena. L’uomo partecipa all’opera ma non è il protagonista, e questo lo aiuta a vivere».
Ai parlamentari riuniti nella basilica il presidente dei vescovi ha rivolto quindi l’invito a «chiedere al Bambino Gesù di essere sapienti e liberi per il bene delle nostre anime, per il senso pieno dei nostri giorni, per costruire il vero bene di tutti, quello cioè che il popolo attende e pretende». Guardando alle cronache del nostro tempo, Bagnasco ha evidenziato che «pensare che un cristiano debba mettere fra parentesi la sua fede per aver accesso al pubblico agone è chiedere di vivere schizofrenici». La Chiesa, ha ricordato, «non ha mai preteso di appellarsi all’autorità di Dio, ma sempre ha usato la ragione per offrire ragioni alle visioni, ai principi, alle norme, consapevole che non poco di ciò che fa parte della Rivelazione è scritto nel libro della natura di cui l’uomo è culmine».
Da ultimo, ancora un’esortazione: «C’è tanto bisogno di camminare insieme per il nostro amatissimo Paese». Priorità «assoluta», per il porporato, l’emergenza lavoro: «Il problema più urgente, che la gente sente nella carne», ha rimarcato a margine della celebrazione, riflettendo sulla disoccupazione che permane molto alta, «specialmente quella dei giovani». Citando poi l’esperienza delle parrocchie, delle comunità e delle diocesi, Bagnasco ha aggiunto: «Quello che noi vediamo è che la crisi perdura», come dimostrano «mense e dormitori frequenati da gente con molta dignità, che non arriva alla fine del mese e cerca di arrangiarsi nel modo migliore, chiedendo aiuto con pudore, quasi con vergogna». E proprio al lavoro la Chiesa italiana dedicherà la prossima edizione delle Settimane sociali, a Cagliari nell’ottobre 2017, con l’auspicio, ha concluso Bagnasco, «che queste esperienze, che sono ben preparate con approfondimenti teoretici non piccoli, possano essere un contributo».
21 dicembre 2016

