Caos cimiteri: nessuna soluzione a medio termine dal Campidoglio

I ritardi nelle tumulazioni per mancanza di personale e di fondi. Le scuse di Ama e Roma Capitale ai cittadini. Oberdan Zuccaroli: «Perché non si è chiesto aiuto a Protezione civile o esercito?»

«Mia zia è stata cremata dopo tre mesi. Mia mamma è ancora “parcheggiata” come un’auto vecchia in un deposito del cimitero Flaminio e a oggi non è dato sapere quando sarà possibile tumularla». A parlare è Oberdan Zuccaroli che, a nome anche delle quattro sorelle, qualche settimana fa ha affidato «un grido di famiglia» a maxi cartelli di protesta con la scritta «Scusa mamma se non riesco a farti tumulare». Ci tiene a specificare che la sua non è «una battaglia politica» ma la richiesta di aiuto anche da parte di centinaia di famiglie che «in questo momento di profondo dolore vogliono essere trattate con umanità e civiltà». A chi amministra la cosa pubblica rivolge però un quesito: se i ritardi sono legati alla mancanza di personale e all’eccessivo numero di decessi a causa del Covid-19, «per quale motivo non si è chiesto aiuto alla Protezione civile o all’esercito? Perché non si sono cercati posti in altre città?».

La politica ha risposto, in parte, ieri 5 maggio, durante l’assemblea capitolina straordinaria, convocata anche per far luce sul caos cimiteri. A Oberdan Zuccaroli, al deputato Pd Andrea Romano – che da febbraio non riesce ancora a seppellire il figlio morto prematuramente – e ai cittadini che stanno vivendo la stessa odissea sono arrivate le scuse di Ama e Campidoglio. O meglio, a sentire «umanamente la necessità di testimoniare ed esprimere vicinanza e comprensione» ai romani è stata Laura Fiorini, assessore alle Politiche del verde con delega ai Servizi funebri e cimiteriali. La prima cittadina Virginia Raggi, più volte reclamata, è giunta nell’aula Giulio Cesare solo nel tardo pomeriggio, quando la discussione si era spostata su Farmacap, il tempo di assistere in diretta alle dimissioni del commissario straordinario Marco Vinicio Susanna e del direttore generale Emiliano Mancini. Anche l’amministratore unico di Ama Stefano Zaghis ha presentato «le scuse dell’azienda a tutti i cittadini di Roma, in particolare a chi ha subito un lutto in questi ultimi quattordici mesi di pandemia».

Durante la seduta del Consiglio comunale non sono state illustrate soluzioni a medio termine, come forse ci si aspettava. La municipalizzata ha comunicato di avere «già pronto un piano pluriennale 2021-2024 di investimenti per complessivi 55 milioni di euro in ambito cimiteriale, che consentirà sia di ristrutturare l’importante patrimonio architettonico presente sia di potenziare le strutture operative (in particolare di cremazione)». In programma, entro 90 giorni, anche l’assunzione di 20 operatori e di 5 amministrativi. Dal Campidoglio, invece, la rassicurazione «dell’assoluta consapevolezza da parte dell’amministrazione della rilevanza del tema», le parole di Fiorini, secondo la quale «sostenere che non ci sia stata attenzione massima non solo non corrisponde a vero ma non è neanche plausibile». Ha ricordato che nel 2020 sono stati stanziati «cospicui fondi» destinati anche ad aumentare la capienza dei cimiteri. L’assessore ha quindi colto l’occasione per ribadire che «la polemica apparsa sulla stampa circa l’inerzia mostrata dall’amministrazione rispetto alla necessità di ampliamento della capienza dei cimiteri è destituita di fondamento».

Per farla breve, la babilonia nei cimiteri capitolini è da imputare alla mancanza di personale, oltre che di fondi, e al coronavirus. Con l’emergenza sanitaria i decessi, ha riferito Zaghis, sono aumentati del 30%. Dai 30mila all’anno fino al 2019 si è passati a 33mila nel 2020 e si stima che arriveremo a 39mila nel 2021. «A fronte di questo – ha aggiunto – è aumentato il numero delle pratiche giornaliere lavorate, con un incremento del 40%, è aumentata la capacità dei forni crematori, ma di fronte ad una situazione emergenziale, con punte +60% della mortalità come a novembre, è parzialmente sufficiente. Tutto quello che si poteva fare è stato fatto».

Per quel che riguarda il personale, «quando nel 1998 il Comune ha affidato ad Ama i servizi cimiteriali gli passò circa 350 persone – ha detto ancora Zaghis -. Oggi, con un aumento sensibile della mortalità, il servizio è gestito da 240 persone». Passando al capitolo investimenti, il numero uno di Ama ha spiegato che «dal 2007 al 2014 sono stati fatti 35 milioni di investimenti all’interno dei cimiteri capitolini; dal 2015 al 2019 si sono ridotti a 3 milioni e le convenzioni firmate tra Ama e Roma Capitale sono state pari a zero. Nel 2020 è stata riattivata una collaborazione che ha portato alla firma di convenzioni per 3 milioni di euro». Per gli operatori del settore, «con la pandemia è solo arrivato il colpo di grazia a un sistema già gravemente ammalato», come ha denunciato Aldo Mirko Contini, titolare di un’agenzia funebre, che ha preso la parola in rappresentanza degli operatori del settore.

6 maggio 2021