“Che tempo di cambiamento”, l’Ac adulti riflette sul futuro

Al via un percorso su speranza, sostenibilità, libertà, con vari linguaggi, dagli articoli alle opere d’arte. La Parola punto di partenza

Una chiave di lettura di questo particolare periodo di emergenza sanitaria che «parte dalla parola “cambiamento”, intesa non come fare cose nuove, ma come fare nuove tutte le cose». Così Chiara Sancin, responsabile del settore Adulti dell’Azione cattolica di Roma, presenta l’iniziativa “Che tempo di cambiamento”, un percorso di sei settimane, cominciato lunedì 11 maggio, «fatto di riflessioni, racconti e gesti per immaginare un futuro nuovo dopo il coronavirus».

Utilizzando la ricchezza dei materiali resi fruibili on line in questo tempo di quarantena, «andremo a riempire lo scaffale di una ideale biblioteca ragionata – spiega la referente – che possa offrire spunti e modelli per la riflessione in vista di nuove scelte di vita, alle quali siamo chiamati come singoli, come realtà associativa e come società civile». Ogni settimana verrà proposta sul sito dell’Ac diocesana l’analisi di un particolare stile o atteggiamento, il primo è quello della speranza, intesa come «apertura necessaria dello spirito per una reale conversione», sottolinea Sancin. A seguire verranno approfonditi i concetti di solidarietà, centro e periferia, sostenibilità, libertà e interdipendenza, corresponsabilità.

Ogni volta il punto di partenza sarà «la Parola – dice ancora – con un testo del Vangelo o del Magistero che avvierà la riflessione»; quindi l’approfondimento con il rimando ad articoli sul tema «per entrare nella realtà quotidiana dando voce a teologi, scrittori ed esperti». Ancora, spazio al dialogo con «un testimone del nostro tempo, specie con chi è in ricerca e anche con figure di non credenti, per allargare lo sguardo all’intera realtà sociale, per parlare a tutti».

Infine la condivisione «delle voci che provengono dalle realtà associative – illustra Sancin -: useremo la modalità del racconto, pratica antica e sempre nuova, perché capace di tramutare in esperienza viva la storia, le storie e soprattutto la nostra storia di fede». In particolare «si proverà a dare voce al vissuto degli uomini e delle donne che stanno attraversando questi giorni per mettere in evidenza le paure, le difficoltà, le esigenze, i desideri e i sogni», ancora le parole di Sancin.

Ciascuno dei sei atteggiamenti proposti come riferimento per un autentico cambiamento sarà anche reso visibile mediante l’abbinamento con un’opera d’arte. «Vogliamo infatti metterci nel solco del cammino del Settore adulti nazionale di Azione cattolica che propone l’arte come modalità di sintesi di concetti e messaggi», sottolinea la responsabile diocesana. Per questa prima settimana si è scelto il quadro “La speranza” di Gustav Klimt mentre è l’opera di Gian Battista Nodari, “San Francesco si spoglia delle vesti”, l’immagine che sintetizza visivamente l’intero percorso «perché racconta non di una semplice novità ma di un rinnovamento profondo, di una vera conversione».

La proposta del settore Adulti dell’Azione cattolica vuole essere una risposta concreta al monito che il cardinale vicario Angelo De Donatis ha rivolto alla comunità ecclesiale di Roma con la lettera pastorale dello scorso aprile nella quale «ci segnalava come in questo tempo la nostra fede è stata messa alla prova e non possiamo presumere che ne sia uscita più coraggiosa e più libera», osserva Sancin guardando in particolare all’invito del porporato «a raccontarci quel che è successo, come lo abbiamo vissuto, i sentimenti che abbiamo sperimentato, la forza della preghiera, le speranze e le memorie che sono affiorate, le paure e le angosce, senza rimuovere o disperdere nulla».

13 maggio 2020