Cop28, approvato l’accordo verso l’addio alle fonti fossili

Raggiunta l’intesa su una «transizione verso l’abbandono» a partire da questo decennio. Save the Children: «Strada giusta ma è necessario fare di più»

Avviare una «transizione dai combustibili fossili» al fine di raggiungere l’obiettivo di emissioni zero nel 2050. È questa l’intesa raggiunta dai 198 Paesi, partecipanti alla 28ª conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici – Cop28 – dopo due settimane di intensi negoziati. Il documento “di compromesso” è il risultato di intense consultazioni dopo che un precedente testo aveva creato una spaccatura con alcuni cosiddetti “Paesi petroliferi”, tra cui Arabia Saudita, Iran, Iraq, Kuwait e Russia, che si erano opposti all’utilizzo di un termine troppo diretto come “eliminazione” o “phase out”, cioè all’uscita dalle fonti fossili. Nel testo finale, infatti, si legge che verrà avviato un processo di «transizione verso l’abbandono dei combustibili fossili nei sistemi energetici, in modo giusto, ordinato ed equo, accelerando l’azione in questo decennio critico, in modo da raggiungere l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050 in linea con la scienza».

Il “Global Stocktake” è stato presentato poco prima dell’alba di oggi, 13 dicembre, e alle 11.14, con ventiquattro ore di ritardo sulla tabella di marcia, il testo è stato approvato dalla plenaria, con il presidente della Cop28, Sultan Al Jaber che ha parlato di «accordo storico» perché per la prima volta in nella storia delle Cop «abbiamo scritto combustibili fossili nel testo». E aggiunge: «Siamo ciò che facciamo non quello che diciamo, quindi sono importanti le azioni che metteremo in campo».

L’Alleanza dei piccoli stati insulari (Aosis), in prima linea nella richiesta di misure forti contro i combustibili fossili, ha affermato che sono stati fatti passi avanti ma che rimangono le preoccupazioni: «Siamo giunti alla conclusione che la correzione di rotta necessaria non è stata assicurata- ha dichiarato Anne Rasmussen, negoziatore principale di Samoa – ciò di cui avevamo davvero bisogno era un cambio di passo esponenziale nelle nostre azioni e nel nostro sostegno».

Di «giusta direzione» ha parlato Save the Children, ricordando che siamo ancora ben lontani dalla rapida eliminazione dei combustibili fossili «necessaria per garantire una giusta transizione per i bambini a livello globale». Una preoccupazione sostenuta dai dati: secondo l’organizzazione per i diritti dell’infanzia, nel 2022 gli eventi climatici estremi hanno spinto più di 27 milioni di bambini alla fame, con un aumento del 135% rispetto all’anno precedente: «La produzione e la combustione di combustibili fossili sono i maggiori responsabili del cambiamento climatico».

Anche se l’adozione del Fondo per le perdite e i danni causati dal cambiamento climatico per sostenere i Paesi a basso e medio reddito è stata concordata il primo giorno del vertice delle Nazioni Unite sul clima, è necessario fare di più per mobilitare risorse urgentemente. «L’accesso ai finanziamenti per il clima da parte delle comunità locali così come l’inclusione del rispetto dei diritti umani è drammaticamente marginale nel nuovo accordo. Anche le promesse di finanziamenti per il clima sono state tristemente insufficienti alla Cop28», sottolineano da Save the Children.

13 dicembre 2023