Enrico Nigiotti, “Cenerentola” con i piedi per terra

Tappa romana gratuita il 19 luglio alla Galleria Porta Di Roma per il tour del cantautore livornese, protagonista a Sanremo con “Nonno Hollywood”

Da Milano a Roma passando per le piazze di provincia: c’è una “Cenerentola” particolarmente impegnata in questa estate 2019, ed è quella che porta in tour Enrico Nigiotti, cantautore livornese classe 1987, emerso nel 2009 nel talent “Amici di Maria De Filippi”, abbandonato per cedere il posto all’allora fidanzata Elena D’Amario. Nonostante il clamore televisivo, quella di Nigiotti è una storia di gavetta e sacrifici, che ancora oggi consentono al cantautore, sempre più apprezzato nel panorama pop, di conservare una freschezza e una profondità che rendono feconda la sua musica.

In principio, non sono bastati nemmeno Gianluca Grignani e Tricarico, che hanno scritto per il suo primo album: dopo “Amici” Nigiotti si allontana dalla tv ma non dalla musica, che continuerà a comporre durante le pause del lavoro in campagna con il nonno. Nel 2015 approda tra le Nuove Proposte al Festival di Sanremo, e apre alcune date del tour di Gianna Nannini, con cui condivide la stessa agente, Adele Di Palma. Intanto compone due brani per il film “La pazza gioia” per il regista pluripremiato Paolo Virzì e nel 2017 partecipa alle selezioni dell’undicesima edizione di X Factor alle quali si presenta con “L’amore è”, che segna la svolta nella sua carriera. Il brano, tra i più cliccati e scaricati dell’anno, lo porta fino alla finale del programma conquistando il disco di platino.

Nel frattempo anche Laura Pausini diventa una sua fan e per lei Nigiotti firma il brano “Le due finestre”, contenuto nel nuovo disco “Fatti sentire”, che ha trionfato ai Latin Grammy Awards nella categoria “Best Traditional Pop Vocal Album“. Nello stesso periodo scrive per Eros Ramazzotti il brano “Ho bisogno di te”, incluso nell’album “Vita ce n’è”. Lo scorso settembre pubblica il suo nuovo album “Cenerentola”, titolo scelto per evocare la rinascita e il riscatto vissuti da lui in prima persona, anticipato dal brano “Complici” in duetto con Gianna Nannini, diventato subito una hit radiofonica, tra i dieci brani più trasmessi dalle radio, aggiudicatosi il disco d’oro. In gara all’ultima edizione del Festival di Sanremo, stavolta tra i big, con il brano “Nonno Hollywood”, ha conquistato il 10° posto in classifica, il Premio Lunezia per Sanremo e il disco d’oro.

Ora eccolo in tour, dopo una prima parte teatrale in primavera, con l’edizione speciale del suo ultimo album di inediti “Cenerentola e altre storie…” – da cui in questi giorni è in rotazione radiofonica il brano “Notturna” – accompagnato sul palco da Andrea Torresani (direzione musicale, basso/contrabasso), Andrea Polidori (batteria), Mattia Tedesco (chitarre elettriche e acustiche) e Fabiano Pagnozzi (tastiere e piano). Venerdì 19 luglio sarà alla Galleria Porta di Roma, per una tappa gratuita. Al telefono, racconta le emozioni di un momento felice del suo percorso professionale, in cui non dimentica il forte legame con le sue origini che danno valore alle sue giornate.

Come e dove stai?
Mi sento un po’una trottola, tra il tour estivo e i festival radio sto sempre in giro. Ma sto per partire per ritagliarmi tre giorni in studio con la band e provare a stendere delle idee per nuovi brani. Prima facevo tutto da solo, io con la chitarra, ora, anche se continuo a scrivere da solo i brani, vorrei provare a svilupparli direttamente con la band, forte anche dell’esperienza live che stiamo facendo, per avere un ritmo più movimentato. Vorrei provare a vedere come potrebbero essere i miei brani se non nascessero solo con la chitarra.

Negli ultimi tempi il panorama italiano è dominato dal trap ma tu sei la dimostrazione che melodia e testi hanno ancora un valore. Cosa pensi?
Io scrivo quello che sento, non sto a vedere cosa va di moda. Sicuramente ho un pubblico diverso, non mi preoccupo. Cerco di fare il mio, sta andando bene, sono contento, sto costruendomi anch’io il mio pubblico e non ho la fretta di dire: “Domani devo fare un Palazzetto”. Anche perché le cose che accadono in fretta è più facile che svaniscano subito. Per adesso sono felice, poi è chiaro che si può fare sempre di più. Io ce la metto tutta per cercare di fare cose che quando le riascolto sono felice e soddisfatto io per primo.

Da Cenerentola alla dedica ad Alda Merini, con il brano “La ragazza che raccoglieva il vento”: quali storie ti piacciono, quali ti ispirano?
Cerco sempre di parlare di cose che vivo, mi viene più facile. Con la Merini è una delle poche volte che ho scritto pensando a una persona, ma una persona speciale per me: rappresenta la donna libera. È una delle artiste più vere che abbiamo avuto. Pensando a lei ho immaginato la canzone come se stessi parlando a una donna.

E in tante si sono immedesimate, come per “Nonno Hollywood”, il brano che hai portato a Sanremo. Che effetto ti fanno le migliaia di commenti che hai ricevuto?
È bello perché sai di non essere solo, quando qualcuno si riconosce in quello che scrivi, sapere che anche lui l’ha vissuto. Oggi più che mai è bello sapere di non essere soli. Era facile che il tema di “Nonno Hollywood” arrivasse di impatto, perché parla della mia storia, l’ho scritta mentre soffrivo per la perdita di mio nonno, come se fosse una pagina di diario. Ma credo che non valga tanto la potenza della canzone, quanto il valore che hanno per tutti noi i nonni.

A proposito, non ha mai nascosto di aver fatto il contadino con tuo nonno dopo “Amici”. Cosa ti ha insegnato questa esperienza?
Mi ha lasciato bellissimi ricordi e sapori, profumi. Ho capito la bellezza della natura, al di là del sacrificio e della fatica. Mi ricordo solo cose belle. Mi è servita anche a darmi delle regole, a calmarmi molto. Mi ha aiutato stare a contatto con persone semplici, anche io mi sento così. Mi piace stare con le persone che fanno merenda con tre noci e un bicchiere di vino. Sono cose che tutti dovrebbero sperimentare. Ho la fortuna di stare in una città di mare, non potrei mai vivere in una città con lo smog. Sono troppo innamorato di Livorno.

10 luglio 2019