Georgia divisa dopo il voto. Dubbi da Osce, Ue, Usa e Italia
La presidente Zourabichvili denuncia ingerenze russe e non riconosce la vittoria del partito al governo “Sogno georgiano”. La visita del premier ungherese Orban a Tbilisi
Sarebbe il partito al governo “Sogno georgiano”, filorusso, il vincitore delle elezioni parlamentari di sabato 26 ottobre in Georgia. “Sarebbe” perché il voto è contestato dalle opposizioni e non riconosciuto dalla presidente della Repubblica Salomé Zourabichvili. Dubbi sono stati espressi anche da Osce (osservatori internazionali) e da diverse cancellerie europee, oltre che dagli Stati Uniti.
«Dopo le elezioni, ho intenzione di inserire la Georgia nell’agenda del Consiglio informale di Budapest – ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel -. Prendiamo atto della valutazione preliminare dell’Osce/Odihr e invitiamo la Commissione elettorale centrale e le altre autorità competenti ad adempiere al loro dovere di indagare e giudicare in modo rapido, trasparente e indipendente le irregolarità elettorali e le relative accuse», ha affermato, ribadendo l’appello dell’Ue alla leadership georgiana «affinché dimostri il suo fermo impegno nei confronti del percorso del Paese verso l’Unione europea». Il Paese infatti è candidato all’adesione.
Anche la Commissione europea e l’Alto rappresentante Josep Borrell esprimono preoccupazione sulle elezioni parlamentari in Georgia. «L’Ue ha seguito da vicino gli sviluppi che hanno portato alle elezioni parlamentari – si legge in una nota -. Negli ultimi mesi, il popolo georgiano ha dimostrato il suo attaccamento ai valori democratici e al percorso Ue del suo Paese. Secondo i risultati e le conclusioni preliminari della Missione internazionale di osservazione elettorale guidata dall’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell’Osce, il giorno delle elezioni è stato generalmente ben organizzato dal punto di vista procedurale e amministrato in modo ordinato, ma caratterizzato da un ambiente teso, con frequenti compromessi nella segretezza del voto e diverse incongruenze procedurali, nonché segnalazioni di intimidazioni e pressioni sugli elettori». Ancora, «gli osservatori elettorali segnalano un campo di gioco non uniforme, una campagna divisiva in un’atmosfera polarizzata e notevoli preoccupazioni sull’impatto dei recenti emendamenti legislativi su questo processo elettorale». Di qui l’invito alla Commissione elettorale centrale della Georgia e altre autorità competenti «ad adempiere al loro dovere di indagare e giudicare in modo rapido, trasparente e indipendente le irregolarità elettorali e le relative accuse».
Parigi, Berlino e anche l’Italia esprimono analoghi dubbi. Nelle parole del titolare della Farnesina Antonio Tajani, «c’è un attacco da parte russa che non è soltanto militare. Ma sta anche nel tentativo di influenzare la situazione politica ed elettorale in Moldavia e in Georgia. Allo stesso tempo i russi continuano a fare attacchi cibernetici in molti Paesi». A complicare la situazione, la visita a Tbilisi del premier ungherese Viktor Orban, che in questi mesi è anche presidente di turno del Consiglio Ue, annunciata per oggi, 28 ottobre. Orban infatti si è già congratulato per la vittoria elettorale di “Sogno georgiano”.
28 ottobre 2024

