Il cardinale Filoni torna in Iraq, per portare l’affetto di Francesco
Alle famiglie espulse da case e villaggi a Mosul e nella piana di Ninive la sollecitudine del Papa e della “sua” diocesi di Roma
Alle famiglie espulse da case e villaggi a Mosul e nella piana di Ninive la sollecitudine del Papa e della “sua” diocesi di Roma
Le famiglie «cristiane e di altri gruppi» espulse dalle loro case e dai loro villaggi in particolare nella città di Mosul e nella piana di Ninive, «molte delle quali si erano rifugiate nella regione autonoma del Kurdistan iracheno». Va a loro la «costante sollecitudine» di Papa Francesco. Ad esprimerla concretamente, rende noto la Santa Sede in una nota diffusa questa mattina, venerdì 27 marzo, sarà il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, che nell’approssimarsi della Settimana Santa torna in Iraq, «in sengo di vicinanza, affetto e in unione di preghiera» con queste famiglie.
«Nella Settimana Santa ormai prossima – si legge nel testo del comunicato – queste famiglie condividono con Cristo l’ingiusta violenza di cui sono fatte vittime e partecipano al dolore di Cristo stesso». Il Papa «prega per loro e auspica che possano ritornare e riprendere la propria vita nelle terre e nei luoghi dove, per centinaia di anni, hanno vissuto e intessuto relazioni di buona convivenza con tutti».
Anche le famiglie della diocesi di Roma, ricorda la nota della Sala Stampa vaticana, «unite al loro vescovo nei sentimenti di vicinanza e di solidarietà con quelle famiglie», attraverso la colletta realizzata domenica 22 marzo in tutte le parrocchie, nell’ambito della Settimana della Carità, invieranno loro, insieme agli aiuti, anche un dolce pasquale «per condividere la gioia della Pasqua e quale auspicio di bene basato sulla fede nella Risurrezione di Cristo». Un segno «di uguale solidarietà», informano dal Vaticano, sarà inviato dal pontefice anche alle famiglie del nord della Nigeria, «delle quali non dimentica la sofferenza».
27 marzo 2015

