Il mandato del Papa ai nuovi cardinali: «Testimoni di fraternità, artigiani di comunione, costruttori di unità»

Nel decimo Concistoro di Francesco, conferita la berretta a 12 nuovi porporati, che portano a 253 i membri del Sacro Collegio. Tra loro, il vicario Baldo Reina

Un richiamo all’umiltà e al servizio, l’invito a «fare la strada di Gesù» con tutte le sue conseguenze, nel giorno in cui i nuovi cardinali sono chiamati a far parte di quello che una volta era considerato «il club più esclusivo del mondo». Con il concistoro di questo pomeriggio, 7 dicembre, il decimo del suo pontificato, Papa Francesco ha conferito la berretta a 21 nuovi porporati, che portano a 253 i membri del Sacro Collegio, di cui 140 elettori. Tra di loro cinque sono italiani, compreso il nuovo vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma, Baldo Reina, che ha ricevuto dal pontefice la berretta, l’anello e il titolo di S. Maria Assunta e S. Giuseppe a Primavalle, alle 16.47. E per la sua nomina, insieme alla Chiesa di Roma, festeggia anche quella di Agrigento che vede creare cardinale un suo figlio dopo otto secoli. Gli altri italiani sono l’unico non elettore, il nunzio emerito Angelo Acerbi, 99 anni, il più anziano nella storia a ricevere la porpora, che ha rivolto il saluto al Papa nell’aprire la solenne cerimonia; gli arcivescovi di Torino, Roberto Repole, e Napoli, Domenico Battaglia; e il sottosegretario per la sezione Migranti del dicastero per lo Sviluppo umano integrale, Fabio Baggio.

(foto: diocesi di Roma/Gennari)

Nella sua omelia, il pontefice, riferendosi al Vangelo di Marco, ha ricordato che la salita di Gesù verso Gerusalemme «non è un’ascesa alla gloria di questo mondo, ma alla gloria di Dio, che comporta la discesa negli abissi della morte. Il Vangelo mette in luce questo drammatico contrasto: mentre Gesù sta facendo una strada faticosa e in salita che lo porterà al Calvario, i discepoli pensano alla strada spianata e in discesa del Messia vincitore. Non dobbiamo scandalizzarci di questo, ma prendere umilmente coscienza che – per dirlo con Manzoni – “così è fatto questo guazzabuglio del cuore umano”». Francesco ha avvertito che «questo può succedere anche a noi: che il nostro cuore perda la strada, lasciandosi abbagliare dal fascino del prestigio, dalla seduzione del potere, da un entusiasmo troppo umano per il nostro Signore. Per questo è importante guardarci dentro, metterci con umiltà davanti a Dio e con onestà davanti a noi stessi, e chiederci: dove sta andando il mio cuore?».

Il Papa, rivolto ai neo-cardinali, li ha ammoniti: «Badate bene a fare la strada di Gesù» che significa «anzitutto ritornare a Lui e rimettere Lui al centro di tutto. Nella vita spirituale come in quella pastorale, rischiamo a volte di concentrarci sui contorni, dimenticando l’essenziale. Anche la parola “cardine” ci richiama a questo, indicando il perno su cui viene inserito il battente di una porta: è un punto fermo di appoggio, di sostegno. Gesù è il punto d’appoggio fondamentale, il centro di gravità del nostro servizio, il “punto cardinale” che orienta tutta la nostra vita». Francesco ha poi suggerito di «coltivare la passione dell’incontro. Gesù non fa mai la strada da solo; il suo legame con il Padre non lo isola dalle vicende e dal dolore del mondo. Il Signore incontra i volti delle persone segnate dalla sofferenza, si fa vicino a coloro che hanno perduto la speranza, solleva quanti sono caduti, guarisce chi è nella malattia. L’avventura della strada, la gioia dell’incontro con gli altri, la cura verso i più fragili: questo deve animare il vostro servizio di cardinali» ha proseguito, citando don Primo Mazzolari: «Lungo la strada è incominciata la Chiesa; lungo le strade del mondo la Chiesa continua. Non occorre, per entrarvi, né battere alla porta, né fare anticamera. Camminate e la troverete; camminate e vi sarà accanto; camminate e sarete nella Chiesa».

Infine, l’appello a «essere costruttori di comunione e di unità. Mentre nel gruppo dei discepoli il tarlo della competizione distrugge l’unità, la strada che Gesù percorre lo porta sul Calvario. E sulla croce Egli compie la missione che gli è stata affidata: che nessuno vada perduto, che venga finalmente abbattuto il muro dell’inimicizia e tutti possiamo scoprirci figli dello stesso Padre e fratelli tra di noi. Per questo, posando il suo sguardo su di voi, che provenite da storie e culture diverse e rappresentate la cattolicità della Chiesa, il Signore vi chiama a essere testimoni di fraternità, artigiani di comunione e costruttori di unità. Questa è la vostra missione». E ha concluso: «Sulla strada di Gesù, camminiamo insieme. Con umiltà, con stupore, con gioia».

Con queste nomine, viene ampiamente superato il limite di 120 elettori fissato da san Paolo VI, anche se il numero è destinato presto a diminuire. Già alla vigilia di Natale compirà 80 anni il cardinale Gracias, seguito a gennaio dall’ex arcivescovo di Vienna Schonborn. Nel 2025 saranno in tutto 14 i cardinali che giungeranno all’età in cui si viene esclusi dal conclave: l’ultimo sarà Ouedraogo, del Burkina Faso, il 31 dicembre, seguito il 1° gennaio 2026 dal keniota Njue. Record anche per quanto riguarda le nazioni rappresentate, ben 92, oltre a Gerusalemme, a ribadire l’universalità della Chiesa.

7 dicembre 2024