Il Papa il 6 giugno a Sarajevo

L’annuncio all’Angelus del 1° febbraio: «Vi chiedo di pregare affinché la mia visita sia di incoraggiamento per i fedeli cattolici e contribuisca al consolidamento della fraternità e della pace, del dialogo interreligioso, dell’amicizia»

L’annuncio all’Angelus del 1° febbraio: «Vi chiedo di pregare affinché la mia visita sia di incoraggiamento per i fedeli cattolici e contribuisca al consolidamento della fraternità e della pace, del dialogo interreligioso, dell’amicizia»

A sorpresa, all’Angelus del 1° febbraio, Papa Francesco ha annunciato il suo prossimo viaggio a Sarajevo. «Sabato 6 giugno, a Dio piacendo – ha detto Francesco – mi recherò a Sarajevo, capitale della Bosnia ed Erzegovina. Vi chiedo fin d’ora di pregare affinché la mia visita a quelle care popolazioni sia di incoraggiamento per i fedeli cattolici, susciti fermenti di bene e contribuisca al consolidamento della fraternità e della pace, del dialogo interreligioso, dell’amicizia».

L’annuncio, davanti alle migliaia di fedeli riuniti in piazza San Pietro per la preghiera mariana, è arrivato subito dopo la recita della preghiera mariana. Sarà l’undicesimo viaggio di Francesco, in due anni di pontificato, il terzo quest’anno, dopo lo Sri Lanka e le Filippine nel gennaio scorso e Napoli, previsto il 21 marzo. Dopo Sarajevo, Francesco andrà a Torino il 21 giugno, in occasione dell’Ostensione della Sindone, e negli Stati Uniti per l’ottavo Incontro mondiale delle famiglie, in programma a Philadelfia dal 22 al 27 settembre.

Indimenticabile il viaggio che compì Giovanni Paolo II a Sarajevo, il 12 aprile 1997, con la Messa celebrata allo stadio sotto una tempesta di neve. «Perdoniamo e domandiamo perdono – disse nell’omelia a una città sconvolta dalla guerra durata quasi quattro anni con circa 100mila morti accertati -. Se Cristo deve essere il nostro avvocato presso il Padre, non possiamo non pronunciare queste parole. Non possiamo non intraprendere il difficile ma necessario pellegrinaggio del perdono, che porta a una profonda riconciliazione».

 

2 febbraio 2015