La senatrice Liliana Segre sotto scorta dopo le minacce

La decisione arrivata dopo le centinaia di messaggi di odio ricevuti nelle ultime settimane sul web e lo striscione esposto da Forza nuova durante un evento a Milano

Due carabinieri la accompagneranno nei suoi spostamenti quotidiani e nelle occasioni pubbliche. Da oggi, 7 novembre, la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz dove fu deportata all’età di 14 anni, è sotto scorta. Il prefetto di Milano Renato Saccone le ha assegnato la tutela dopo le minacce e gli insulti ricevuti nelle ultime settimane sul web – quasi 200 al giorno – e soprattutto dopo lo striscione esposto pubblicamente contro di lei da Forza nuova, nel corso di un evento a cui partecipava nei giorni scorsi proprio nel capoluogo lombardo. Lo avevano esposto nella notte, sulla cancellata del nido davanti al teatro nel quale la senatrice testimone della Shoah l’indomani avrebbe incontrato centinaia di ragazzi, insieme a don Gino Rigoldi, presidente di Comunità Nuova e cappellano del carcere minorile Beccaria, per parlare di universalità dei diritti e dell’importanza del fare memoria. Sullo striscione, immediatamente rimosso, c’era scritto: “Sala ordina: l’antifà agisce. Il popolo subisce”. Immediata la rimozione.

A riferire la notizia, alcuni quotidiani milanesi, che parlano di una decisione presa durante il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza che si è tenuto ieri, 6 novembre, su indicazione anche del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Decisione legata all’escalation di insulti e attacchi ricevuti dalla senatrice specie dopo l’approvazione del Senato alla commissione contro l’odio, il razzismo e l’antisemitismo – una mozione che la vede proprio come prima firmataria -, nonostante l’astensione dell’intero centro destra. «Sono persone di cui avere pena e che vanno curate»: così Segre si è espressa soltanto pochi giorni fa a proposito degli hater, sempre a Milano, nel corso di un seminario all’università Iulm. Sugli insulti e minacce ricevuti dalla senatrice via web intanto la procura di Milano ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti. A occuparsene è il Dipartimento antiterrorismo.

Solidarietà alla senatrice anche dal leader della Lega Matteo Salvini, in testa ai contrari alla commissione approvata dal Senato – «le commissioni etiche le lascio all’Unione Sovietica», il suo commento -, che ha stigmatizzato la gravità delle minacce. «Anche io ne ricevo, ogni giorno. Le minacce contro la Segre, contro Salvini, contro chiunque sono gravissime», ha detto a margine della manifestazione di Coldiretti a Montecitorio, commentando l’assegnazione della scorta.

«A pochi mesi dagli anni ’20 di questo nuovo secolo – è la riflessione del segretario del Pd Nicola Zingaretti -, a una donna straordinaria come Liliana Segre viene assegnata una scorta: potrebbe essere vittima di attacchi razzisti. Di fatto in qualche modo si limita o si vincola la sua possibilità di vivere libera. Non laviamocene le mani. Dobbiamo difenderla tutte e tutti facendo scudo con la forza delle idee e l’impegno civile. Ogni giorno. Affinché gli anni ’20 del 2000 siano anni di riscatto della dignità umana, di libertà e democrazia».

7 novembre 2019