Mattarella: «Senso di responsabilità contro indifferenza e irresponsabilità»

Il presidente ha aperto il 27° anno accademico del Campus Bio-medico. «Se è necessario assegnare scorta a Liliana Segre vuol dire che i bambini che chiedono aiuto contro l’odio non sono affatto retorici»

«Se è necessario assegnare una scorta a una signora anziana che non ha mai fatto male a nessuno ma che il male lo ha subito da bambina in forma crudele come Liliana Segre, vuol dire che gli interrogativi dei bambini che vogliono solidarietà e aiuto vicendevole contro l’intolleranza, l’odio e la contrapposizione non sono affatto retorici o astratti ma piuttosto concreti». Un lungo applauso ha coperto le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che stamattina, 8 novembre, nella cerimonia per l’avvio del 27° anno accademico dell’Università Campus Bio-Medico, dall’Aula magna Trapezio dell’ateneo è tornato ad esprimere solidarietà alla senatrice a vita Liliana Segre, da ieri sotto scorta per le minacce subite subito dopo la nascita della Commissione contro l’antisemitismo, il razzismo, l’odio e la violenza.

Interrogandosi su cosa desidererebbe un bambino per il futuro, il presidente ha spiegato che, «per chi è capace di ascoltare e interpretare» i desideri dei più piccoli, la risposta è «sotto gli occhi di tutti. I bambini vogliono una vita e una convivenza serena, un modo sereno di stare insieme contro la chiusura e l’arroccamento egoistico. È necessario avere senso di responsabilità contro l’indifferenza e l’irresponsabilità». Per il capo dello Stato, i bambini oggi sono coloro in grado di fornire «una risposta complessiva in un mondo che cambia profondamente», subisce mutamenti «sconvolgenti» ma ciò che rimane costante è «la condizione umana, i valori di umanità, di convivenza, di solidarietà e senso di responsabilità».

Prima della cerimonia Mattarella ha visitato i laboratori di ricerca, registrando con «ammirazione» i risultati e gli obiettivi conseguiti dall’ateneo. La ricerca, la formazione e lo studio, ha quindi rimarcato il capo dello Stato, hanno come finalità «il bene comune, il prendersi cura e avere senso di responsabilità verso la collettività».

L’ateneo è stato fondato alla fine degli anni ottanta su impulso del beato Álvaro del Portillo, stretto collaboratore e primo successore di Josemaría Escrivá de Balaguer alla guida dell’Opus Dei. Il suo obiettivo era quello di realizzare a Roma un’iniziativa universitaria capace di offrire un valido percorso di formazione professionale e umana e di rispondere con spirito cristiano di servizio ai bisogni della persona. Un’identità che si può racchiudere in due parole, ha ricordato il rettore Raffaele Calabrò, al suo ultimo anno di mandato, e cioè «prendersi cura» del malato, dell’ambiente, dello studente, della terza età, del territorio, dei più deboli e bisognosi. «Abbiate sempre un cuore grande, mettete i vostri talenti al servizio del prossimo, spendetevi per migliorare la società, cercate la felicità e non il profitto, la giustizia e non il compromesso per essere artefici e protagonisti di un mondo migliore», l’augurio del rettore agli studenti.

L’università, che oggi conta 2.127 studenti – il 50% dei quali fuori sede -, 261 medici specializzandi e 68 dottorandi, vanta tre facoltà – Medicina e Chirurgia, Ingegneria, Scienze e Tecnologie per l’Uomo e per l’Ambiente -, undici corsi di laurea tutti a numero chiuso, 24 scuole di specializzazione, 14 master. Le 48 unità di ricerca hanno all’attivo un totale di 36 brevetti, inclusi i 23 già concessi in Italia e all’estero. Tra le novità dell’anno accademico 2019-2020 il rettore Calabrò ha citato il corso di laurea di “Medicine and Surgery”, un innovativo corso di Medicina e Chirurgia in lingua inglese che «vuole formare medici in grado di inserirsi in molteplici sistemi sanitari ed erogare assistenza capace di rispondere al fabbisogno di salute in un contesto internazionale e multiculturale».

Soffermandosi sulla terza facoltà dipartimentale in “Scienze e Tecnologie per l’Uomo e l’Ambiente” il rettore ha rimarcato che la questione ambientale è una priorità dell’ateneo, «una strada maestra verso la quale indirizzare studenti, famiglie e professori per contribuire alla salvaguardia e al rispetto del nostro pianeta. In questa linea, i nostri ricercatori stanno contribuendo a identificare strategie a basso impatto ambientale per la trasformazione di prodotti di scarto in materie prime seconde». Il presidente Felice Barela poi, parlando delle attività di ricerca, ha ricordato quelle che riguardano la sicurezza sul lavoro e la qualità della vita dei lavoratori che hanno subito incidenti, anche in collaborazione con Inail. A Massimo Inguscio, ordinario di Struttura della materia, fisica, atomica e ottica, è stata affidata la prolusione dal titolo “Rivoluzione quantistica: il futuro è tra noi”.

8 novembre 2019