Nelle sale “Maleficent. Signora del male” con il marchio Disney

Nel sequel della pellicola del 2014, in filigrana temi importanti e attuali: diversità, tolleranza, ambiente, inclusione. E, primo fra tutti, la famiglia

Il primo “Maleficent”, uscito nel 2014, proponeva la figura della fata Malefica obbligata a condannare al sonno eterno una piccola principessa appena nata. La fiaba tradizionale di Charles Perrault era rivisitata in modo innovativo e questo forse era uno dei segreti che ne hanno decretato il successo a livello mondiale. Ora, cinque anni dopo, arriva “Maleficent. Signora del male”, un nuovo capitolo che mette Malefica in competizione con la Regina Ingrid. Il “seguito” è nelle sale dal 17 ottobre, garantito e protetto dal marchio Disney.

A livello narrativo è interessante notare che la sceneggiatura è opera di Linda Woolverton, grande conoscitrice del mondo Disney e già autrice in passato di titoli quali La bella e la bestia, Il Re Leone, Alice in Wonderland. La stessa autrice aveva tratteggiato il passato di Malefica a partire dei personaggi del film d’animazione “La bella addormentata nel bosco” (1959). Oggi la vicenda prende il via alcuni anni dopo gli eventi del primo film e ben presto arriva alle premesse che portano a una radicalizzazione dei rapporti tra le due avversarie.

Qualche notizia è giusto fornirla anche per Joachim Ronnig, regista nato in Norvegia, formatosi su video musicali e spot pubblicitari, arrivato al lungometraggio con “Mac Manus” nel 2008, che ha colto il miglior incasso di un film nazionale in patria. Questo exploit gli ha aperto la strada per arrivare a Hollywood dalla porta principale, ossia in una produzione che può contare su due nomi di peso, anzi su due star del calibro di Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer. A convincere le dive ha concorso anche l’epica ambientazione della vicenda, che trova svolgimento in un Medioevo visionario con foreste di lussureggiante bellezza e abitanti vivaci e sbarazzini. Nella Brughiera, così si chiama il mondo fantastico inventato, si muovono animali di varia taglia e altri abitanti, compresi personaggi di vari dimensioni.

Quando Malefica appare, ospitata a casa di genitori di Aurora per il pranzo del fidanzamento dei due ragazzi Aurora e il Principe Filippo, prevale ancora un forte stato di ostilità, che impedisce un rapporto sereno e pacifico. Decisiva diventa per calmare le acque la presenza di Aurora, innamorata – ricambiata – di Filippo: il loro sentimento supera ogni ostilità e incomprensione. La battaglia di dispetti e soprusi prosegue a lungo e caratterizza tutta la vicenda. Bene e Male si fronteggiano senza risparmiarsi colpi e a segnare il punto di non ritorno è ancora Aurora, quando fa capire che restare all’infinito rivali non conviene a nessuno e solo in un atto di reciproca generosità può risiedere la soluzione.

In filigrana, il film tratta tanti temi, tutti importanti e attuali: diversità, tolleranza, ambiente, inclusione. E primo fra tutti è la famiglia, quella vera che arriva dopo quella immaginata, in una successione che offre uno sguardo decisamente rinnovato sui rapporti familiari. Non bisogna equivocare, però. Dietro le forme rinnovate, a prevalere è sempre il marchio Disney, ossia quella capacità di rendere un intreccio moderno senza rinunciare a bellezza, tranquillità e generosità. Per cui all’inizio del film c’è la didascalia: «C’era una volta».

21 ottobre 2019