Rapporto Invalsi 2025: 1 studente su 2 è impreparato

i dati mettono a fuoco una generale diminuzione della dispersione scolastica, ma diminuiscono le competenze in italiano e matematica. Bene l’inglese e le competenze digitali. Situazione migliore al nord

Cala la dispersione scolastica ma resta il gap Nord – Sud e diminuiscono le competenze, soprattutto in italiano e matematica. Questi i dati più rilevanti del Rapporto Invalsi 2025, diffuso ieri, 9 luglio, relativo a tutti i cicli scolastici. Al momento del diploma, 1 studente su 2 non ha competenze adeguate né in italiano né in matematica. Meglio l’inglese e buone anche le competenze digitali.

La situazione è decisamente più grave al Centro – Sud e nelle isole. Basti pensare che in matematica in Lazio, Campania, Calabria e Sicilia circa 60 studenti su 100 no raggiungono il livello di accettabilità, e in Sardegna il dato sale al 70%. Relativamente all’italiano, la comprensione dei testi scritti raggiunge livelli almeno accettabili per oltre la metà degli studenti e delle studentesse solo nelle due macro aree settentrionali (circa il 60%); al Centro – Sud è una competenza raggiunta da meno della metà dei ragazzi.

Per il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, «dobbiamo ripensare l’insegnamento dell’italiano, i programmi ed è quello che noi abbiamo fatto e stiamo facendo. È fondamentale tornare ad avere un’attenzione forte verso grammatica, sintassi, riassunti», ha commentato. Nel dettaglio, il rapporto dell’Istituto guidato da Roberto Ricci evidenzia come già alla fine delle scuole medie in italiano, a fronte di un 62% di allievi che mostrano competenze almeno adeguate nel Centro – Nord, nel mezzogiorno la percentuale scende in modo rilevante e in particolare in Calabria, Sicilia e Sardegna, meno della metà di coloro che acquisiscono la licenza media accede alle superiori con competenze adeguate. In matematica, sempre al sud, nemmeno la metà degli allievi esce dal I ciclo d’istruzione con competenze adeguate: solo 4 allievi su 10. In particolare mostrano maggiori difficoltà in matematica le bambine e le ragazze. Per Valditara, è la conferma che «serve un ripensamento dell’insegnamento della matematica, che parta dalla realtà per arrivare alla teoria».

10 luglio 2025