Corresponsabili per un mondo diverso

Marzo 1980, la Messa del cardinale vicario Ugo Poletti all’Ara Coeli per le vittime del terrorismo

In occasione del secondo anniversario dell’eccidio di eccidio di via Fani, il Cardinale Vicario, Ugo Poletti, ha celebrato la S. Messa nella Basilica dell’Ara Coeli per commemorare Aldo Moro, le cinque vittime della sua scorta e tutte le altre vittime del terrorismo. Dopo aver ricordato le tragiche vicende di questi ultimi giorni e l’impegno di tutti i responsabili della vita civile e di tutta la cittadinanza per una pacificazione sociale, il Cardinale ha sottolineato le gravi responsabilità che incombono su ciascuno di noi, dicendo fra l’altro:

«In primo luogo, vogliamo pregare per noi stessi, per la nostra Città, per le gravi responsabilità che ci incombono e che forse non avvertiamo abbastanza. Per le responsabilità personali anzitutto, quando lasciamo spazio nella mente o nella volontà alla diffidenza preconcetta, alla rivalità ostinata, all’egoismo gretto, all’insinuazione maliziosa, al rancore sordo, all’ipocrisia.

Per le responsabilità nelle famiglie, quando si indulge alla infedeltà, alla insopportazione tra sposi, alla violenza contro la vita appena concepita; quando si trascurano i figli, si abbandonano a loro istinto,, si accontentano in tutte le pretese e si ha paura di insegnare loro il senso austero del dovere. Per la responsabilità nella scuola, quando è ignorata dai genitori, strumentalizzata da persone interessate, priva ancor più di disciplina che di scienza.

Per le responsabilità nel confronto del mondo giovanile, guardo con sospetto o con diffidenza o con noia; lasciato a se stesso senza amicizia; mancante di lavoro e di prospettive; spinto inconsciamente verso l’immortalità dalla stampa e dai divertimenti o violenti o osceni; emarginato nella droga.

Per le responsabilità nel mondo del lavoro, quando è considerato solo in funzione della conquista di interessi materiali senza limiti e privo della gioia della creatività, dello sviluppo della dignità della persona, dell’incentivo a costruire, a dare gioia. In tal modo è certo più facile creare disoccupazione che lavoro.

Per le responsabilità nella vita sociale, sempre più esaltata a parole e sempre più impoverita da ignavia, deresponsabilizzazione, ambizione smoderata, rivalità o contrapposizioni preconcette, dove il bene comune viene solo preso a pretesto di interessi o ideologiche irreformabili.

Queste considerazioni non intendiamo scaricarle su nessuno; ma le poniamo davanti a noi stessi, ciascuno per la sua parte, affinché dall’emendamento personale possa scaturire la corresponsabilità comune, nella costruzione di un mondo finalmente diverso, perché collocato nella luce giusta.

Ce le poniamo davanti come cristiani, affinché cresca in noi la fiducia in Dio, senza del quale è illusorio pretendere una società giusta, leale, integrata. Come ciò sarebbe possibile se Lui non fosse il termine fisso, il punto di riferimento stabile per ogni responsabilità!».

23 marzo 1980