Don Milton Mauro: una vita spesa per portare la misericordia di Dio

Al santuario del Divino Amore le esequie del sacerdote morto il 23 ottobre al Gemelli per un’encefalite. Aveva 41 anni. Il ricordo dei suoi parroci: «Era particolarmente attento alle piccole cose, anche quelle dell’animo umano»

Si celebrano questa mattina, martedì 26 ottobre, al santuario nuovo della Madonna del Divino Amore, i funerali di don Milton Mauro Vera Roa, morto sabato 23 ottobre al Policlinico Gemelli dove era ricoverato da una quindicina di giorni a causa di una encefalite. Aveva 41 anni e dal 1° settembre era vicario parrocchiale a San Carlo Borromeo a Fonte Laurentina. A celebrare le esequie del sacerdote degli Oblati Figli della Madonna del Divino Amore, il cardinale Enrico Feroci.

Cileno, di Carahue, dove era nato il 16 aprile 1980, si era formato al Seminario della Madonna del Divino Amore ed era stato ordinato sacerdote da Papa Francesco il 26 aprile 2015. La sua vocazione era nata «nell’esperienza di Chiesa a Temuco», città nel sud del Cile, raccontò in occasione della sua ordinazione sacerdotale sei anni fa. Aveva 28 anni, si era laureato ed era odontotecnico. Il primo incarico da sacerdote fu in qualità di viceparroco nella parrocchia Santi Elisabetta e Zaccaria, dove già da seminarista aveva svolto l’anno di accolitato e di diaconato. «L’ho visto diventare prete – ricorda il vescovo ausiliare Benoni Ambarus, all’epoca parroco della chiesa a Prima Porta -. Era un sacerdote pieno di vita, coltivava mille interessi, molto esperto di liturgia, ma si è sempre messo in discussione. Diceva che in seminario gli era stato insegnato a servire Messa, recitare il rosario e amare la Madonna e che era un po’ spaesato dalla “vita” e dalle attività parrocchiali. Ai campi estivi si presentava vestito di tutto punto da sacerdote ma poi ha imparato a sedersi per terra e a giocare con i bambini».

Nel 2017 don Milton Mauro lasciò la comunità di Santi Elisabetta e Zaccaria per assumere l’incarico di viceparroco a Sant’Atanasio. Il parroco don Vincenzo Luzi ricorda soprattutto la meticolosità del sacerdote cileno. «Era particolarmente attento alle piccole cose – dice -, anche a quelle dell’animo umano. Tanti in comunità hanno appreso la notizia della sua morte con grande dolore, specie per la giovane età». Con il suo ministero voleva essere parte della “Chiesa in uscita” tanto auspicata da Papa Francesco, aggiunge don Luzi, ricordando il desiderio di don Milton Mauro di andare incontro alle famiglie. Proprio in occasione della sua ordinazione sacerdotale aveva osservato che «il ministro è un servo che si rende disponibile per fare la volontà del Signore nel quotidiano. Come un “braccio lungo di Dio” che porta al popolo la sua misericordia e la sua salvezza».

Dal 1° settembre scorso aveva assunto l’incarico di vicario parrocchiale a San Carlo Borromeo a Fonte Laurentina. Il parroco don Massimiliano Barisione non ha avuto «il tempo di conoscerlo a fondo» ma di lui ha notato «la grande disponibilità con tutti. Era molto bravo con i giovani», alcuni dei quali li aveva conosciuti in occasione di un gemellaggio con la parrocchia Sant’Atanasio, dove era stato viceparroco dal 2017 al 31 agosto scorso. «Si vedeva che non stava bene – prosegue don Massimiliano -, era debole, poi la situazione è precipitata in poco tempo». Lo stato di salute cagionevole «non lo ha mai sottratto dai suoi impegni. Era affabile, mite, attento ai dettagli».

26 ottobre 2021