Al Gemelli un percorso dedicato per pazienti con tumore del cervello
L’obiettivo: garantire una presa in carico globale, ottimizzando la qualità dell’assistenza. Le risorse più avanzate per la diagnostica e la terapia
La Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma inaugura un percorso clinico-assistenziale dedicato agli adulti con tumore celebrale. I tumori dell’encefalo, spiegano dall’ospedale, rappresentano nel nostro Paese il 2,6% del totale dei decessi oncologici e il 2,7% del totale delle morti per tumore nell’uomo e il 2,9% nelle donne. Di qui la scelta di «offrire diagnosi, trattamento e assistenza omogenei e tempestivi, garantendo la presa in carico globale e integrata del paziente, ottimizzando la qualità e gli outcome assistenziali».
393 gli interventi chirurgici per neoformazione cerebrale dell’adulto effettuati nel 2015 all’interno della Fondazione Gemelli. «Tale dato pone il Policlinico Gemelli al primo posto nel confronto regionale e al quarto posto in quello nazionale», continuano dal Policlinico, precisando che «la fase diagnostica riveste fondamentale importanza, essendo una elemento cardine nella definizione del trattamento più adeguato per ogni paziente». Proprio per garantire un tempestivo accesso al percorso, «lo staff della Fondazione Gemelli ha previsto per i pazienti con sospetta neoplasia cerebrale degli slot dedicati per le prestazioni di diagnostica per immagini. Questo sforzo – assicurano – renderà più agevole e rapida la fase di inquadramento del paziente che si rivolga al Gemelli».
Per Alessandro Olivi, direttore della Neurochirurgia, «la selezione e il coordinamento delle risorse più avanzate per la diagnostica e la terapia, assieme a una attenzione particolare a tutte le necessità, fisiche e psicologiche, del paziente stesso, potranno accompagnarlo in modo personalizzato durante l’intero decorso della malattia». Un’equipe, quella neurochirurgica diretta da Olivi, dall’alta specializzazione, si legge in una nota dell’ospedale, che, grazie anche agli ausili delle modwerne tecnologie intra-operatorie, garantisce «la massima radicalità chirurgica con il minor rischio di complicanze».
17 gennaio 2017

