Il Giorno della Memoria e la necessità di riconoscere anche «il dolore di oggi»

La presidente Ucei Noemi Di Segni alla tavola rotonda “Fascismi di ieri e fascismi di oggi”, organizzata con la presidenza del Consiglio dei ministri

L’impegno di giovani e insegnanti «che in maniera commovente e importante sono impegnati in questo percorso di memoria nelle scuole e nelle istituzioni», ai quali «rendere omaggio». Ma anche la consapevolezza che altri giovani «continuano a perseguire il percorso di odio che non è rivolto solo agli ebrei». Si è aperto su questo doppio binario l’intervento della presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei) Noemi Di Segni questa mattina, 26 gennaio, alla tavola rotonda “Fascismi di ieri e fascismi di oggi”, organizzata dalla presidenza del Consiglio dei ministri in collaborazione con l’Ucei, alla vigilia del Giorno della Memoria.

Di Segni ha voluto ricordare Willy Monteiro, «il ragazzo che è stato massacrato e ucciso di odio. Fare memoria della  Shoah allora – ha evidenziato – non è solo sapere, conoscere, emozionarsi per il dolore degli altri del passato ma riconoscere questo dolore anche oggi. Così come ci sono morti programmate, perpetrate, volute e organizzate – ancora le parole di Di Segni -, ci sono al contrario morti per il nulla, morti nel silenzio assoluto come è accaduto alla bambina di 10 anni a Palermo». La piccola Antonella, morta per un’assurda sfida social. «Anche queste morti pesano sulle nostre coscienze – ha proseguito la presidente Ucei – perché vuol dire che c’è un vuoto, una mancanza di orizzonte ed è su quello che deve essere posta oggi l’attenzione degli educatori ma anche dei legislatori». Ai giovani anzitutto, quindi, l’invito a scoprire «l’amore per la vita».

Riguardo al tema scelto per la tavola rotonda, la presidente Ucei ha sottolineato la necessità di questa riflessione «per aprire gli occhi su quello che accade oggi». In particolare, ha segnalato due aspetti: «Da un lato, il non conoscere il passato dell’Italia e il terreno fertile che ha consentito lo svolgersi della Shoah anche in Italia. Dall’altro, le forme di nostalgie a qualcosa che neanche si conosce ma che si esplicitano con simboli, frasi e manifestazioni che devono preoccupare noi istituzioni ebraiche, la società italiana nel suo insieme ma anche i legislatori italiani e il governo nello specifico».

Ad aprire i lavori, il segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri Roberto Chieppa, che ne ha sintetizzato l’obiettivo generale: «Ricordare i fascismi di ieri per evitare e prevenire i fascismi di oggi». Proprio per questo, la prima parte dell’incontro è stata dedicata all’approfondimento storico, con i contributi di Annalisa Cegna – “Conoscete il fascismo?” – e di Michele Sarfatti – “Ebrei sotto un cielo nero” -. La seconda parte è stata invece dedicata al riemergere, in questo periodo di pandemia, di movimenti della galassia di estrema destra, grazie anche all’intervento del giornalista Furio Colombo, intervenuto sul tema “Estrema destra e neofascismo oggi in Italia”.

«La storia non si ripete mai sotto le stesse vesti – ha detto Chieppa introducendo il confronto -. Determinati rischi si possono ripetere sotto altre spoglie. La memoria di quei tragici eventi serve a trovare i giusti comportamenti che non sono quelli dell’indifferenza, del girarsi dall’altra parte ma di reagire in presenza di ogni tipo di pericolo per la vita democratica di un Paese». Si tratta di «passare il testimone della memoria, far sì che i giovani possano conoscere i fascismi di ieri per essere in grado di combattere tutti i fascismi di oggi. C’è bisogno di nuovi custodi, di nuove staffette, di nuove sentinelle della memoria». Anche in un anno difficile come il 2020, nel quale comunque «il governo e la presidenza del Consiglio non si sono mai distratti dall’obiettivo di tenere alta e vigile l’attenzione contro ogni forma di antisemitismo».

A testimonianza di questo, Chieppa ha ricordato la delibera con la quale il Consiglio dei ministri ha recepito la definizione di antisemitismo stabilita dall’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), la nomina di Milena Santerini come coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo» e la creazione di un apposito gruppo di lavoro (con esponenti anche designati dall’Ucei) che proprio  in questi giorni si appresta a presentare la strategia nazionale portando l’Italia a essere uno dei primi Paesi a dotarsi di questo strumento. «La Memoria è importante per capire che il nostro Paese e l’umanità più in generale hanno vissuto momenti decisamente peggiori rispetto a quelli che stiamo passando oggi ma ne sono usciti – ha chiosato il segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri -. Anche noi usciremo dal Covid. È importante che alla fine di tutto questo non vi sia un saldo negativo in tema di diritti e libertà. Ogni società deve avere in sé gli anticorpi contro ogni tipo di deriva che possa mettere a rischio i valori di umanità e libertà e democrazia. E gli anticorpi si costruiscono proprio con la memoria di quello che è successo, con gli errori del passato».

26 gennaio 2021