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«Padre Hamel, martire e beato, ci dia mitezza, fratellanza e pace»

La Messa di Francesco per l’anziano sacerdote assassinato da due terroristi mentre celebrava nella sua chiesa. «Uccidere in nome di Dio è satanico»

La Messa presieduta da Francesco in suffragio dell’anziano sacerdote ucciso da due  terroristi mentre celebrava nella sua chiesa. «Uccidere in nome di Dio è satanico»

Dedicata a padre Jacques Hamel, il sacerdote di 86 anni ucciso il 26 luglio scorso nella sua chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray mentre celebrava l’Eucaristia, la Messa presieduta questa mattina, 14 settembre, da Papa Francesco nella cappella della Domus Santa Marta. «Dobbiamo pregare padre Jacques – ha detto nell’omelia, rivolgendosi a un’assemblea della quale facevano parte anche 80 fedeli arrivati dalla diocesi di Rouen, quella del religioso ucciso, insieme al loro vescovo Dominique Lebrun -. Dobbiamo pregare per lui perché è un martire, e i martiri sono beati. Dobbiamo pregarlo che ci dia la mitezza, la fratellanza e la pace».

La riflessione di Francesco ha toccato il tema del martirio nella storia cristiana, fino ad arrivare, appunto, ai martiri dei nostri giorni. «Oggi – ha osservato – i cristiani che continuano a soffrire, in carcere, ammazzati o con le torture per non rinnegare Gesù Cristo, ci fanno vedere e capire quanto crudeli sono queste persecuzioni. E questa crudeltà è da considerarsi satanica. Quanto mi piacerebbe – le parole del Papa – che tutte le confessioni religiose dicessero: uccidere in nome Dio è satanico».

Padre Hamel, ha ricordato ancora Francesco, «è stato sgozzato nella Croce, proprio mentre celebrava il sacrificio della Croce di Cristo. Uomo buono, mite, di fratellanza, che sempre cercava di fare la pace è stato assassinato come se fosse un criminale. Questo è il filo satanico della persecuzione». Ma in quest’uomo «che ha accettato il suo martirio lì, con il martirio di Cristo, all’altare», c’è «una cosa che mi fa pensare tanto – ha rivelato il Papa -: in mezzo al momento difficile che viveva, in mezzo anche a questa tragedia che lui vedeva venire, un uomo mite, un uomo buono, un uomo che faceva fratellanza, non ha perso la lucidità di accusare e dire chiaramente il nome dell’assassino. E ha detto chiaramente: “Vattene, Satana!”. Ha dato la vita per noi, ha dato la vita per non rinnegare Gesù. Ha dato la vita nello stesso sacrificio di Gesù sull’altare e da lì ha accusato l’autore della persecuzione: “Vattene, Satana”.

Per padre Hamel si pregherà ancora domani, 15 settembre, alle 20 a San Bartolomeo all’Isola, la chiesa dedicata ai martiri del nostro tempo, nella quale, rende noto il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, sarà conservato il breviario di padre Jacques, insieme alle altre reliquie dei martiri contemporanei. Anche a questa celebrazione prenderanno parte rappresentanti della diocesi di Rouen, accompagnati da monsignor Lebru, che porterà il breviario del sacerdote ucciso nell’attenatato terroristico.

14 settembre 2016