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Le politiche sociali e la “sfida” della famiglia

In Campidoglio la tavola rotonda promossa dal Centro diocesanano per la Pastorale familiare insieme al Forum delle associazioni del Lazio

In Campidoglio la tavola rotonda promossa dal Centro diocesanano per la Pastorale familiare insieme al Forum del Lazio. De Vito: «Dati demografici allarmanti»

Pochi i giovani che si sposano a Roma. Quando decidono di fare il grande passo hanno oltre 30 anni e fanno pochi figli. I bambini e i ragazzi fino ai 24 anni rappresentano solo il 22,4% della popolazione. Gli ultra sessantacinquenni sono il 21,8%. Le famiglie romane sono 1.356.441 e mediamente composte da 2,1 persone; il 43,8% è composto da persone sole: vedovi, giovani che cercano una proprio indipendenza, maturi che rincorrono la carriera. I dati sono emersi dalla tavola rotonda che si è tenuta ieri pomeriggio, mercoledì 5 ottobre, nella sala della Piccola Protomoteca in Campidoglio, organizzata dal Forum delle associazioni familiari del Lazio con il Centro per la Pastorale familiare del Vicariato di Roma, in occasione della Settimana della famiglia. Tema dell’incontro, l’unico rivolto nello specifico agli amministratori locali e alle associazioni: “Le politiche comunali a sostegno della famiglia – In dialogo con le istituzioni locali”.

Quali politiche adottano alcuni Comuni italiani a favore delle famiglie? Come creare una rete per coinvolgere tutta Italia? Quali le politiche pensate dalla nuova giunta capitolina? Queste alcune delle domande al centro del dibattito che si è aperto con la relazione della sociologa Elisa Manna la quale ha illustrato la situazione demografica romana. «L’età media della popolazione romana è di 44,7 anni – ha affermato -. Molto più giovane la popolazione straniera che ha in media 36 anni ed è caratterizzata dalla presenza di persone tra i 25 e i 44 anni, quindi in età fertile. È importante ora fare una mappatura intelligente delle diverse realtà territoriali della Capitale perché ci sono municipi confinanti che presentano trend demografici opposti». Se nel I municipio il 62% delle famiglie è composto da una persona, nel VI municipio c’è un’altissima percentuale di bambini ed è importante creare più servizi.

Da anni il Forum chiede l’applicazione del Fattore Famiglia, vale a dire, in concreto, la possibilità di pagare le tasse in base al numero dei figli e quindi al carico familiare. «Manca la volontà politica di attuarlo – ha dichiarato Emma Ciccarelli, presidente Forum famiglie Lazio -. Non si ha il coraggio di abbracciare un cambiamento che porterebbe benessere ai cittadini. La nuova giunta capitolina si è dimostrata disponibile al confronto e al dialogo e questo può essere un buon terreno di partenza». Alessandro Spalvieri, responsabile delle relazioni esterne del Forum Famiglie Lazio, ha presentato la proposta di rimodulazione della Tari. «Per il pagamento della tassa – ha dichiarato – si potrebbe pensare di fissare a 4 il numero massimo dei componenti del nucleo familiare, mentre oggi è 6».

Sul Fattore famiglia si è soffermato anche Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina, che lo ha definito «una misura lodevole che deve essere presa in considerazione». I dati demografici, ha osservato, «sono allarmanti e la buona politica deve prendere a modello le città che hanno ottenuto dei risultati». Come Trento e Castelnuovo del Garda (Verona), rappresentate rispettivamente da Luciano Malfer, dirigente dell’agenzia provinciale per la famiglia della Provincia autonoma di Trento, e Maurizio Bernardi, consigliere comunale di Castelnuovo del Garda. «È importante trovare una giusta collocazione politica della famiglia – ha detto Malfer -. A Trento non c’è un assessore competente alle politiche familiari ma la gestione è affidata al presidente della Provincia e tutta la giunta lavora per il benessere dei cittadini sperimentando diverse forme di sostegno come il canone moderato, il reddito di garanzia e servizi certi per le famiglie con figli fino ai 3 anni». Bernardi ha sottolineato che il Fattore famiglia sostiene le famiglie realmente bisognose di agevolazioni, evitando di assegnare contributi a chi non ne ha bisogno.

Per Laura Baldassarre, assessore alla Persona del Comune di Roma «è necessario creare un coordinamento di assessori alle Politiche sociali dei municipi, redigere un piano sociale cittadino e avviare un rapporto di collaborazione con le associazioni». Sulla stessa linea anche il presidente nazionale del Forum famiglie Gianluigi De Paolo, secondo cui «è giunto il momento di creare un movimento dal basso di sindaci che insieme alle 500 associazioni del Forum dia voce alle famiglie per chiedere al governo misure efficaci, coordinate e non solo sperimentali, per le famiglie. Cominciamo da questa legge di stabilità dalla quale ci aspettiamo un segnale serio e concreto».

6 ottobre 2016